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30 Days of Indie Travel Project Day 24: GIVING THANKS – Seeing what others have – and don’t have – around the world often helps us appreciate our own good fortune. What are you thankful for this year ? To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 24 del progetto. Il tema è: “RINGRAZIAMENTO” – di che cosa sei grato quest’anno?

Sono particolarmente grata che ogni giorno del Ringraziamento la mia casa si riempie con l’abbondanza di cibo, di risate e di gente felice. Quest’anno non è stato diverso dagli anni precedenti e intorno alla nostra tavola c’erano diciotto persone! Ho imparato una cosa o due dai miei amici italiani e come loro, posso magicamente allungare il tavolo da pranzo a riempire tutta la stanza in modo che tutti possono mangiare insieme. Mi piace decorare la tavola con candele, foglie d’autunno, piccole zucche e bei mazzi di fiori. Poi l’apparecchio con piatti e bicchieri italiani e sono felice finalmente, d’avere una bella scusa per usare gli anelli per tovaglioli decorativi. Questi sono solo piccoli particolari che faccio per creare un’atmosfera speciale, ma la tavola diventa piena di vita solo nel momento in cui ognuno si siede con i loro propri piatti carichi di cibo speciali del giorno del Ringraziamento. Quest’anno, attraverso gli sforzi congiunti degli amici, la nostra tavola del Ringraziamento si è quasi piegata sotto il peso di due tacchini, due tipi di ripieno e due tipi di salsa di mirtilli. C’erano fagioli, cavolini di Bruxelles, pastinaca, mais e patate. C’erano
formaggi diversi, cracker e pane e anche torte di granchio con mirtilli rossi. C’erano anche due torte di zucca, una torta di mele, una torte di pere, cioccolato e tanto, tanto vino.

Il giorno di Ringraziamento è la festa preferita della mia famiglia e mi piace soprattuto perché ho il tempo di passare momenti tranquilli e essere grata per tutte le cose buone che ho nella mia vita. Posso apprezzare il fatto che i miei figli sono felici e in buona salute e che stanno lasciando la loro impronta unica al mondo. Ho tempo per ascoltare i progetti di un ragazzo che vuole costruire il suo proprio computer, entro in un dibattito filosofico con un altro, e ascolta la musica di un terzo mentre strimpella la sua chitarra mentre preparo la cena. Trovo anche il tempo per essere grata per le tecnologie che rendono possibile collegarsi e comunicare con il mondo. Mi rendo conto che sono molto fortunata e che tutti i piccoli fastidi che ho affrontato quest’anno, una doccia che perde, una gomma a terra, un raffreddore…sono stati proprio piccoli inconvenienti e non di proporzioni catastrofiche, come l’inondazione delle cinque terre in Italia all’inizio di quest’autunno. Sono anche grata per avere il mio migliore amico come partner e marito. Per amore ha cercato d’imparare la lingua italiana, e mi sostiene sempre. Lui è il mio fan più grande e sempre accanto a me quando viaggiamo in Italia.

Tale abbondanza di cibo, amicizia e amore è molto di cui essere grata. Tutti a tavola! È tempo di una seconda porzione! Buon giorno del Ringraziamento tutti!

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30 Days of Indie Travel Project Day 22: TRANSIT – The word travel comes from a French word meaning “work” and sometimes, getting there is work. Between crowded buses, long airline delays, overnight trains and crazy rickshaw rides, transportation can be stressful, but it can also be a rewarding part of the tip. To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 22 del progetto e il tema è: “PASSAGGIO – Racconto un viaggio in cui i mezzi di trasporto sono stati un po’ difficili.

Le sofferenze di viaggiare: la prima volta in Europa…

#1 Difficoltà: lasciare indietro un fidanzato. È stato un sacco di lavoro andare a Firenze la prima volta. I miei genitori mi hanno comprato un biglietto per un volo su Sabina Belgium World Airlines. Ho preso un aereo da Cedar Rapids Iowa a Chicago per una sosta breve per vedere il mio ragazzo prima di decollare per l’Europa per una borsa di studio. Avevamo cominciato a frequentarci qualche mese prima della mia partenza e mi ricordo che quando mio padre mi ha lasciato al bordo l’aereo destinato per Chicago era un po’ scettico che una storia d’amore poteva sopportare la prova del tempo e della distanza. Che buon addio! Ho trascorso il resto del volo pensando tristemente al mio amore che ho lasciato a casa.

#2 Difficoltà: non sapere come leggere un’orario dei treni europei. Quando sono atterrata in Belgio ho incontrato tre amiche con cui stavo andando a Firenze via un treno notturno. Nessuno di noi avevamo mai viaggiato in un treno Europeo e non avevamo mai immaginato che ci fossero più di una stazione ferroviaria di cui preoccuparci. Dunque al aeroporto abbiamo preso il treno sbagliato e invece di uscire a Bruxelles nord, siamo andate in centro a Bruxelles centrale nel centro. Ci siamo trovate in una città straniera, con tutti i bagagli senza la minima idea di come trovare il treno per Firenze. Non penso che i miei genitori avessero pensato a fondo il mio itinerario di viaggio quando hanno comprato il mio biglietto, e in quel momento erano beatamente inconsapevoli che la loro figlia, il primo giorno in Europa, era persa in una città straniera.

#3 Difficoltà: in viaggio con un’amica che porta una flottiglia di borse e non aderisce alla regola “porta-solo-che-può-portare-da-sola”. Fortunatamente per la mia amica, ero lì ad aiutarla. Purtroppo per me, non era facile portare le valigie di qualcuno altro e anche le mie, intorno alla stazione ferroviaria di Bruxelles… e avevo i muscoli doloranti a dimostrarlo.

#4 Difficoltà: scioccata dalla condizione dalle toilette pubbliche alla stazione ferroviaria Belgo. “Toto, non siamo più in Iowa!”

#5 Difficoltà: non sapere parlare Francese. Alla fine ci siamo arrivate al Bruxelles nord dove i treni partivano all’estero. Bene! Unico problema? C’erano tanti treni che partivano da Bruxelles per Firenze! Ancora con la stessa storia! Senza la minima idea di quale sia il treno da prendere, siamo andate da una pista ad un’altra cercando il nostro treno. Inutilmente abbiamo chiesto informazioni alla gente, ma come si può immaginare nessuno sapeva Inglese. I nostri tentativi di pantomima non sono serviti a molto e le informazioni ricevute hanno solo aggiunto confusione alla confusione. La nostra capacità di prendere decisione era un po’ confusa dal fuso d’orario ma finalmente siamo riuscite a determine il treno giusto. Giusto in tempo! A causa della disperazione e del panico, stavamo per salire sul treno alle 5:45 con destinazione Firenze, invece d’aspettare il treno diretto che partiva alle 6:05. Se avessimo preso il primo treno, saremmo arrivate in Italia una settimana dopo, visto che era il treno che faceva ogni tappa da Bruxelles a Firenze. Invece, abbiamo individuato il treno giusto e siamo salite a bordo il treno sarebbe arrivato arrivare il giorno successivo.

I miei primi tentativi di viaggiare all’estero erano un po’ patetici e più una specie di commedia. Dall’altro lato, a causa degli errori commessi, le mie amiche ed io avevamo un paio d’ore per andare a spasso per Bruxelles, anche se eravamo appesantite da un sacco di bagaglio extra. A bordo del treno giusto, abbiamo fatto amicizia con il controllore, che ci ha chiamato “le sue Americane” e lui che ci ha aiutato a e sentirci a casa a bordo del suo treno. Nella mattina, dal treno con i primi raggi di sole ho avuto il mio primo sguardo dell’Italia e mi sono immediatamente innamorata profondamente. Quando siamo arrivate a Firenze siamo state accolte dal nostro professore che ci ha comprato il nostro primo gelato italiano. Gelato, devo dire, va bene per alleviare il dolore di un viaggio terribile. Oh, e il fidanzato che ho lasciato a casa…le cose sono andate abbastanza bene e ora lui è mio marito!

30 Days of Indie Travel Project Day 20: “DRINK – Just as the cuisine of a place reveals clues about its culture and history, so does its signature local drink. What’s the best drink you had on the road, and did the drink have any connection to the place where you drank it or the people you drank with? To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 20 del progetto e il tema è: “Bevanda – Che cosa hai bevuto che ha un bel significato per il posto e la gente con cui è stato bevuto

È una tipica Domenica mattina  a Bardolino, una piccola città sul Lago di Garda. Siamo seduti davanti alla chiesa nella piazza principale e ci stiamo godendo uno “spritz”, una bevanda alcolica il colore dell’ambra. Secondo i miei amici, questa è la cosa che molti fanno di Domenica a Bardolino. Ci si siede a un tavolo in piazza e si guarda la gente, sorbendo uno spritz! Non c’è altro posto dove stare a quanto pare. È da questo punto di vista ottimale che si può pigramente osservare la gente quando esce di messa, si parla con gli amici e si osservano i bambini piccoli che scivolano giù dalle balaustre di marmo della chiesa. Immagino sia qualcosa che i ragazzini di Bardolino hanno fatto da fin quando la chiesa è stata costruita decenni e decenni anni fa. Davide, il figlio sei di anni  Rossella e Massimo, non è mica diverso degli altri e si diverte girando il portico della chiesa come se fosse un campo di gioco. A tavola facciamo scherzi, siamo introdotti agli amici dei nostri amici, e ci sistemiamo nella normale vita quotidiana di domenica in Italia.

Quando le nostre bevande sono finite andiamo a fare una passeggiata. Passiamo da una porta aperta con un segno “pesca pro missioni“. Sono curiosa di sapere di che cosa si tratta, così i miei amici mi invitano ad entrare nel negozio. All’interno ci sono due signore anziane posizionate dietro un bancone su cui è poggiata una ciotola grande di vetro riempita dai piccoli pezzi di carta arrotolati. Sul banco c’è un cartellino che indica il prezzo per comprarne uno. Dietro le donne c’è un grande disordine. Ci sono scaffali, cesti e cassette che scorrono con giochi, bottiglie di vino, libri, vestiti e un ampio assortimento di aggeggi e strumenti divertenti. E ancora, non ho la minima idea di ccos’è tutto questo.

Ridendo di me, Davide va prima a farmi capire come fare questo gioco. Sua madre paga il prezzo e poi Davide “va a pescare”. Se mette la mano in una ciotola e tira fuori un pezzo di carta. La srotola e legge il numero che trova scritto. Novantanove! Le donne si mettono in azione cercando di trovare lo stesso numero scritto su un piccolo cartello attaccato ad una mensola o cestino. Infine il numero viene trovato e Davide viene dato il suo premio! Con un grande sorriso, mi mostra che ha vinto un frisbee che si illumina quando lo lancia. Non è fantastico! Ora voglio giocare. Pago il prezzo del biglietto, prendo la mia carta e guardo mentre la signora va a caccia del premio. Passano i cesti di vino e le bottiglie d’olio d’oliva (che peccato!) e mirano una piccola scatola rossa. Che cosa ho vinto? È una macina pepe! Una cosa che non può mancare dalla cucina!

Pesco pro mission è una pesca di beneficenza per raccogliere fondi per la missione della chiesa. Durante la settimana le donne raccolgono un sacco di cose da famiglie e dalle imprese locali e la domenica il negozio è aperto al pubblico. Una volta la mia amica ha vinto una bambola, ma poi si è resa conto che è stata una bambola che sua zia aveva dato alla missione. La bambola ha fatto il ciclo completo dalla famiglia, alla chiesa solo di tornare nella famiglia di nuovo, tutto in nome della carità.

Davide ed io lasciamo il negozio con i nostri premi sotto le nostre braccia e continuiamo con la nostra passeggiata intorno alla riva del lago di Garda. Con il calore del sole sopra la mia testa e il calore del spritz dentro di me, mi sento abbastanza pigra e contenta. Sto guardando Bardolino tra occhiali rosa, o meglio bicchieri d’oro lo trovo un posto bellissimo!

Un banco di beneficenza simile a quello di Bardolino:

su Bardolino

30 Days of Indie Travel Project Day 19: “SPIRIT – Some places have the power to make even the most die-hard agnostic reconsider their position. Have you ever been in a place where you felt more alive or more connected to nature, the universe, or a higher power than anywhere else? To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 19 del progetto e il tema è: “SPIRITO –  Sei mai stato in un posto dove ti senti un potere elevato?

Mi piacciono le altezze. Mi piace stare al di sopra della terra, lontano dalla pazza folla. Mi piace essere così in alto che il mondo sembra un modello in miniatura ed i problemi della vita quotidiana sembrano di sciogliere nella nulla. In alto, sopra la terra ho una prospettiva migliore e il mondo sembra nuovo, fresco e pieno di possibilità.

L’italia è un buon posto di andare se si piacciono le altezze. È un paese pieno di campanili, duomi ed palazzi pubblici che salgono alle stelle. Mi ricordo bene la prima volta che ho scalato la Torre del Mangia a Siena. Ero una ragazza di Iowa che non era abituata a vedere il mondo dall’alto. Ero sbalordita! Sembrava che tutti i miei sensi fossero stati risvegliati. La torre è soprannominato “Torre del mangiatore” a causa del fatto che Giovanni di Balduccio, che la realizzò nel 1338, aveva la tendenza a spendere tutti suoi soldi per cibo. Fortunatamente per chi ama altezze come me, ha risparmiato qualche spicciolo per costruire questa torre che si trova nella piazza del Campo a Siena.

Dalle altezze vertiginose della Torre del Mangia c’è una panorama fantastico della campagna senese. Quella prima volta dalla cima della torre di Giovanni, mi meravigliai che il territorio italiano, per quanto l’occhio poteva vedere, era pieno di piccoli alberi e cespugli rotondi e nebbia porpora che sembravano proprio come i pittori del Rinascimento l’avessero raffigurato. Ho sempre pensato che questo tecnico fosse un pittorico stilizzato, ma in realtà questo è ciò che il paesaggio italiano si presenta dall’alto. Posso passare ore e ore a guardare il mondo da tali altezze splendide. Il mondo sembra un tappeto magico e io sono in timore per la sua bellezza.

Quando vi trovate in Italia la prossima volta, un’altra torre meravigliosa per scalare è la torre di Guinigi a Lucca, dove si trova un albero che cresce fuori dal suo tetto…e non dimentichiamo la Torre dei Lamberti a Verona che offre una vista mozzafiato sulla città e dintorni circostanti. Fino a che vi trovate a Verono ecco una bella vista virtuale dalla cima della torre.

Allora…arrampicata felice!

30 Days of Indie Travel Project Day 17: “ PASSION – It’s easy to be passionate about travel, but does that passion permeate the rest of your life? To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 17 del progetto e il tema è: “PASSIONE –  è facile essere appassionato di viaggiare, ma come vi fate a sostenere la passione nella vita quotidiana?

Come faccio a sostenere la passione per viaggiare e l’amore per un altro paese nella vita quotidiana? Vediamo. Dai! Sono così appassionata dell’Italia e della lingua che sono abbastanza pazza da lanciare un blog tutto in Italiano. Sono una grafica, che non solo ama lavorare con le foto e le immagini, ma sono anche una donna affascinata dell’arte delle parole…specificamente parole italiane.

Negli ultimi anni, ho fatto tante cose per aumentare la curva d’apprendimento per stare più vicino a un paese che ho decisod’adottare. Ci sono stati innumerevoli guide didattiche, libri di grammatica e audio CD. Frequento classi serali, guardo film e leggo romanzi. Faccio conversazione su skype con gli amici e la famiglia ha anche accolto una ragazza della Puglia alla nostra casa per tutto un anno, così abbiamo potuto scambiare esperienze culturali. Partecipo al forum on-line e vado spesso ai Meetup Group nel mio quartiere per trovare altri studenti d’italiano. Leggo i giornali on-line  e i blog che trattano dell’Italia. Scrivo i tweet in Italiano…e questo blog in Italian.

Per ogni studente di una lingua straniera c’è sempre un momento in cui si colpisce il proverbiale muro. Al inizio, la curva d’apprendimento va velocemente da 0 a 60 secondi come un’auto sportiva. Inizialmente un principiante impara in fretta parole straniere e frasi facili. Ma dopo un po’ tutto rallenta e va al ritmo della corsa di una tartaruga e lo studente lotta a ricordare le regole complicate di grammatica, quando d’usare il congiuntivo e come di usare le parole “ci” o “ne“. Per superare il mio blocco mentale sapevo che avevo bisogno di una specie di immersione totale. Però con una famiglia e un lavoro a San Francisco, mandare tutto all’aria e volare via a Firenze non era possibile. Chiedete alla mia famiglia!

Dunque nel gennaio 2010, mi veniva in mente l’idea di scrivere un blog in Italiano. In questo modo pensavo d’immergermi, costringendo il cervello a pensare continuamente nella lingua con la speranza di renderla più intuitiva. Così usando il blog e twitter aumento il vocabolario, rinforzo la grammatica e do la caccia alle preposizioni fastidiose. Certo faccio gli errori, ma si dice: “Sbagliando, si impara”. C’è gente meravigliosa che si è ferma qui per aiutarmi con la lingua. Ricevo anche notizie dagli studenti come me che sono incoraggiati a continuare con gli studi.

Il punto è ogni giorno non possiamo sempre vagare per il mondo per immergerci in altre lingue e culture. Ma questa non è una scusa per non continuare a esplorare e imparare. Con le tecnologie di oggi, se lo vogliamo davvero, possiamo continuare a seguire le nostre passioni, e facciamo venire da noi il mondo e viceversa. Internet è una cosa meravigliosa. Anche se non posso vivere in Italia, ci posso viaggiare ogni giorno sulle cyber-onde.

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Men’s T-shirt
Ladies T-shirt
Coffee Mug 

30 Days of Indie Travel Project Day 16: “ BAGGAGE – How do you travel lightly – either emotionally or physically?“ : To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 16 del progetto e il tema è: “Bagagli – come viaggiate leggere – emotivamento o fisicamente?

Sono contenta di dirvi che durante i miei viaggi, non ho mai avuto un disastro con il bagaglio. Tocco ferro. Le mie valigie vanno e ritornano senza problemi. Però ho una storia divertente sui bagagli da raccontare. È successo durante una delle mie prime escursioni in Italia con mio marito. Mentre andavamo in macchina da Firenze a Lucca è iniziato a piovere. Ma questo non era un temporale Toscano normale. Questo era un diluvio, quasi un “fine del mondo” una specie di tempesta. Non riuscivamo a vedere molto oltre il parabrezza, ma stranamente la macchina veniva superata da guidatori più veloci…figurati!
Quando siamo arrivati a Lucca, le strade erano piene d’acqua. Lentamente abbiamo attraversato le strade verso la Villa Romantica, un bed e breakfast, nello stile Vittoriano, evidentemente decorato da qualcuno molto innamorato dello stile Art Nouveau. L’acqua alta minacciava di stallo il motore, ma per fortuna siamo arrivati sani e salvi all’albergo stanchi e scombussolati. Dopo aver sistemato tutto con il proprietario mi sono girata verso mio marito e gli ho detto: “Va bene. Tutto pronto. Adesso possiamo andare a prendere i bagagli.” Ma lui mi ha semplicemente guardato senza dire nulla. La sua mancanza di una risposta inizia a irritarmi. Così ho ripetuto più forte. “Ok! Vai a prendere i sacchetti dal bagaglio della macchina.” Ancora una volta lui mi ha guardato come se fossi pazza. “Che cosa stai aspettando, VAI A PRENDERE I BAGAGLI!” l’ho sgridato. Roteando gli occhi lui mi rispose: “Boh, se mi parlassi Inglese, forse potrei capirti!” Povero uomo, stanco dopo una corsa straziante e la sua amorevole moglie lo sgridava. Ma… urrà per il mio Italiano! Ero così stanca e ho dimenticato di cambiare lingue e non mi sono resa conto che stavo parlando una lingua straniera con lui! Casualmente quando mio marito è andato a prendere i bagagli ha anche smesso di piovere.

Quando io viaggio cerco di andare leggera e ho imparato l’arte d’imballaggio fino a farne una scienza e riesco ad essere piuttosto il minimalista quando necessario. Cerco di mettere tutto quello che ne ho bisogno in solo una valigia, con lo scopo di portarla al bordo, con il mio portatile, libro e ipod. Quando sono partita per l’Europa la prima volta ho preso con me un nuovo paio di blu jeans, uno zaino arancione brillante, e una valigia di medie dimensioni. Più recente fare la valigia è diventato più complicato, perché ci sono tante decisioni e l’ordine dei vestiti per decidere cosa da portare. Dopo tutto, voglio fare una bella figura quando viaggio all’estero, mentre aderisco alla regola “quando si va, poco è meglio”.

Alla partenza si viaggia leggeri, ma cambia sonata al ritorno…lì ci si appesantisce. E no, non sto parlando del peso che mi metto su dopo avere mangiato pasta ad ogni pasto quando sono in Italia. Saggiamente io metto alcuni sacchetti di più nella valigia che espandono per contenere l’universo per accogliere tutte le cose che non posso vivere senza e voglio portare a casa con me. Dopo tutto, chi può rifiutare un barattolo di miele dal giardino di un’amica o formaggio dalla fabbrica di Grana Padano o una ceramica deliziosa da Deruto. Non posso viaggiare in Italia senza portare in dietro almeno sei libri comprati alla Feltrinelli o un sacco di DVD scoperti nel mercatino a Roma…e quelle bottiglie di vino, comparte in Umbria durante le degustazioni, devono essere riportate a casa in qualsiasi modo. Quindi, io parto abbastanza  leggera, ma ritorno a pieno carico.

30 Days of Indie Travel Project Day 15: “ What’s your favorite city“ : To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 15 del progetto e il tema è: “La tua città preferita.”

Senza dubbio Firenze è la mia città preferita. Ovviamente è una città molto bella, piena di storia e d’arte. Che cosa c’è da non adorare di Firenze? C’è il duomo, il battistero, il palazzo dei Medici, la statua di Davide, e il palazzo vecchio. C’è S. Spirito, l’ospedale degli innocenti, ed i giardini dei Boboli. C’è S. Croce, gli uffizzi e il Bargello. Ci sono i mercatini, le gelaterie, i bar e le trattorie meno conosciute che servono la migliore pasta di “fieno e paglia” che abbia mai mangiato. È la città di Dante, Ghirlandaio, Ghiberti, Donatello, Botticelli e Michelangelo. È anche la mia città.

Firenze è la prima città in cui ho mai vissuto all’estero da sola e per me rappresenta indipendenza e libertà. Ho abitato con una famiglia Italiana vicino allo stadio, nella direzione di Fiesole, e ogni giorno camminavo o prendevo l’autobus per andare a scuola in via Fiume vicino a Santa Maria Novella. In poco tempo le strade mi diventarono familiari, le piazze e le vie di Firenze. Conoscevo anche bene le botteghe degli artigiani, gli artisti e gli orafi che vedevo lungo la linea d’autobus quando passavo per andare allo studio dove il maestro di pittura mi aspettava ogni martedì e giovedì. Ricordo gli odori della vernice e dell’olio di lino che provenivano o dai negozi di lavoro e il rumore delle vespe che rimbalzava dai muri e nel corridoi dei palazzi e anche la frenesia ed energia della città. Ricordo anche la sensazione di essere circondata per la prima volta da una lingua straniera e dalla cadenza di voci diverse da quello a cui ero abituata.

Ho attraversato Firenze così tante volte che diventò quasi normale passare davanti al duomo con il suo marmo verde e rosa, illuminato dai raggi di sole ogni mattina. Andavo in giro sempre con un taccuino in mano per fare bozzette di tutto quello che vedevo. Una statua qui, un pezzo di architettura, un angelo di Botticelli veduto agli uffizi o una figura di Brunelleschi dal portone del Battistero. Tutto era possibile a Firenze e ogni sera sulla mia strada per casa sognavo sempre del futuro mentre guardavo l’Arno che brillava nella luce del sole al tramonto. Chi sapeva che il fascino di Firenze mi avrebbe legato così forte da richiamarmi continuamente.

Ora che sono piena di nostalgia per Firenze voglio condividere una canzone che riesce a evocare tutti i miei sentimenti per la città e il quartiere in cui ho passato alcuni dei più bei momenti della mia vita… “Firenze Santa Maria Novella” di Pupo.

Le luci spente delle due di notte
passa un barbone con le scarpe rotte
la notte qui non e’ come a Milano
o a Roma, sempre pieno di casino
fra quasi un’ora arriva “la Nazione”
un ferroviere fischia una canzone

una signora senza suo marito
la guardo bene, e’ solo un travestito
Firenze S. Maria Novella sogna
povera ancora di vergogna
sembra lo specchio della sua citta’

Firenze S. Maria Novella almeno
mi fa sentire un po’ sereno
e il portafoglio non mi rubera’
i primi pendolari la mattina
quest’anno e’ forte la tua fiorentina

la colazione con i bomboloni
e guai a chi parla male di Antognoni
raggio di sole arriva il nuovo giorno
gente che va giurando un ritorno
perche’ a Firenze sulla mia parola
non vedi niente in una volta sola
Firenze S. Maria Novella e’ festa
per lui che va per lei che resta
per un amore che ritornera’
Firenze S. Maria Novella scusa
spero di farti una sorpresa
quando la mia canzone sentirai