Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘speaking italian/parlare’ Category

Photo courtesy of Ferulaviaggi (cycling in Basilicata) Ilaria Navarra

30 Days of Indie Travel Project Day 30!: Where are you going in 2012? Why is that place great for indie travelers? To read the blog in English click here 

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 30 del progetto! Il tema è: “Dove vai in 2012? 

Dove andrò nel 2012? Il sogno è sempre tornare in italia. Al momento però, invece di andarci, una piccola parte d’Italia viene da me. Durante l’estate di 2012 accoglierò con gioia un’amica italiana che resterà con me per alcune settimane. Io farò la turista nella mia città di San Francisco e faremo insieme le gite nel mio vicinato, accanto alla baia famosa!

Comunque… se andassi in Italia l’anno prossimo, ci sono tre posti in cui andrei volentieri. Che bella sorpresa! Tutti tre hanno qualcosa a che fare con imparare la lingua!

Photo courtesy of Ylenia Sambati YLTour

Prima, mi piacerebbe tornare in Puglia per fare una visita agli amici a Locorotondo. Poi andrei a Lecce un po’ più sud, dove io troverei la mia amica Ylenia Sambati. Ylenia offre corsi di cucina, wine tours, yoga retreats e escursioni per vedere l’arte in sud Italia. Mi ha contattato l’altro ieri e mi ha detto: “Non sarebbe bello se tu venissi da me per aiutarci con i tour di conversazione Italiano che YLTour offre?” Yle è una bella tentatrice e sono quasi convinta di accettare la sua proposta! Mi ha convinta quando ha detto “stiamo organizando un “language camp”! Tour Italianissimo! Pensate un po’! Imparare la lingua, viaggiare in Puglia…niente è meglio di quello! Per più informazioni, andate a controllare la pagina di FB di Yle.

Photo courtesy of Ferulaviaggi/Ilaria Navarra

Poi sulla mia agenda sarebbe una sosta nella Basilicata per passare un po’ di tempo con la mia amica Ilaria Navarra. Lei da anche i corsi d’Italiano e le gite attraverso Ferulaviaggi. Non sono mai andata nella Basilicata e ho la voglia di scoprire la bellezza di questa regione d’Italia. Penso che sia un modo fantastico per esplorare mentre sto migliorando il mio Italiano. Se vi interessano i corsi di lingua nella Basilicata potete contattare Ilaria per più dettagli.

Finora mi piace molto questo programma di viaggio. Però la mia vacanza non sarebbe perfetto almeno che vado all’ultimo in Toscana, per visitare gli amici Daniela, Eva e Angelo a Lucca Italian School. Mi piace molto la passione e la creatività di questi insegnanti. Li ho scoperti attraverso il loro blog Parlo Italian! La loro passione per Lucca e la sua storia è molto impressionante. Ecco un guest blog loro hanno scritto per me. Se volete studiare in Toscana, Lucca School sarebbe la mia scelta!

Allora! caspita! Penso di aver fatto il mio itinerario per 2012! Nel frattempo, ogni giorno ho intenzione di andare in Italia dalla mia poltrona attraverso internet e skype. Chissà…forse ci incontriamo in Puglia, la Basilicata o in Toscana l’estate prossima.

Cooking in Lecce!

È stato un piacere partecipare al progetto di Bootsn’all 30 Days of Indie Travel Project. Grazie per l’opportunità di essere una parte della vostra communità! Buon viaggi tutti!

Digital Diary of Basilicata – Video fantastico della Basiclicata

Annunci

Read Full Post »

Recently I read about the BootsnAll 30 Days of Indie Travel Project and I decided to jump in and participate. Today is Day 9 of the project and the topic is: “Describe 1 perfect day you had while traveling” : To Read the blog in English click here

Recentemente ho letto che il sito BootsnAll ha un progetto per i blogger. 30 Giorni di Indie Travel Project e ho deciso di saltare a bordo per partecipare. Oggi è giorno 9 del progetto e il tema è: Descrivete un giorno perfetto di viaggiare. Giorno 9 di 30 giorni di “Indie Travel Project”.

Il giorno in cui ho incontrato un tartufaio

È difficile trovare solo un giorno perfetto di cui posso parlare, perché quando sono in Italia ce ne sono tanti! Anche se per caso non è il giorno migliore, sono contenta lo stesso di stare in un paese che risveglia tutti i miei sensi, dove posso spalancare le persiane e godermi una bella vista e bere un bel bicchiere di vino per ritrovare il mio senso dell’umorismo. Anche i giorni peggiori per i viaggiatori potrebbero essere buoni, dopo tutto non è vero che sono i giorni con tanti disavventure e incidenti che producono le storie divertenti! Queste sono le storie in cui continuiamo a ridere nel raccontarle agli amici anni dopo. Ma per oggi devo ricordare un giorno perfetto…giorno perfetto..giorno perfetto…vediamo un po’. Ah sì! Un’immagine di Gubbio sta galleggiando su dalla nebbie oscure del mio cervello. Ho una visione di Gubbio, una antica città romana in Umbria con una chiesa imponente nella piazza centrale e una vista meravigliosa dalla piazza centrale sopra la pianura umbra. Gubbio è famosa per Don Matteo – il prete del teledrama Italiano, quello che risolve tutti i delitti a Gubbio meglio della polizia con solo una bicicletta e una croce. Gubbio con le vie e strade strette e ripide. Gubbio con il suo profumo a strapiombo di tartufi che si segue dappertutto! L’odore di Tartufi è così forte che secondo mio marito dopo due giorni a Gubbio anche il gelato sa di tartufi!

Il giorno a cui sto pensando è cominciato in un modo piacevole a Montefalco alla Villa Pambuffetti in Umbria con cappuccini e cornetti sulla terrazza dove ci siamo goduti i giardini romantici. Presto ci siamo trovati in macchina di nuovo pronti per continuare il nostro viaggio verso nord, a Gubbio. Mentre percorrevamo le strade della città cercando l’autostrada siamo stati fermati da un grande gruppo di ragazzi che ci sciamavano nel loro cammino verso la scuola. Ricordo bene la felicità dei giovani italiani con la loro grande energia, che era così contagiosa! Dunque siamo partiti con un ottimo stato d’animo per Gubbio pronti per la prossima avventura. È che bell’avventura! Dal balcone dalla nostra camera al Palazzo Reale a Gubbio abbiamo guardato mentre i deltaplani scendevano e galleggiavano dalle montagne dietro la città. A piedi siamo andati a vedere il foro romano un po’ fuori la città dove ci siamo seduti per un po’ immersi nella storia del locale. Abbiamo cenato in un ristorante dove abbiamo mangiato su un risotto al tartufi e carni tipiche della zona.

Un giorno veramente soddisfacente, ma la cosa che ha messo questo giorno sopra le righe? Il fatto che, dopo cena siamo andati in un bar dove la gente del posto va. È stato qui che  ci siamo incontrati per caso con il tartufaio. Mentre ascoltavamo la musica e bevevamo vino ho messo a parlare in Italiano con tanta gente ma specificamente con un uomo che gentilmente mi spiegava che era un tartufaio. Lui iniziava a raccontarmi tutto del suo lavoro, sui suoi cani che l’aiutano e degli alimenti speciali che crea proprio con i sui tartufi e che vendeva qui a Gubbio. Poi improvvisamente lui si è alzato dicendo che dovevamo andare con lui! Sembrava che al mezzo notte volesse aprire il suo negozio in cui vendeva i suoi prodotti per assaggiare alcune delle specialità! Mio marito, che non parla italiano, a questo punto era un po’ dubbioso. Non voleva finire come una vittima del ultimo teleromanzo DonMatteo! Ma confidavo che tutto sarebbe andato bene. È non sono stata delusa. Dopo aver seguito una pista tortuosa, su e giù le vie ci siamo trovati davanti a una piccola bottega che il nostro tartufaio ha sbloccato con un chiave da un anello grande. Ha acceso le luci ed era così impregnato dall’odore dei tartufi da svenire. Niente mistero qui da risolvere per Don Matteo o gli investigatori di Gubbio perché il proprietario dentro il negozio ci ha accolto calorosamente e con gentilezza. Il nostro nuovo amico ha aperto una bottiglia di vino e ci ha versato due bicchieri per noi, e ancora più, e poi ha aperto barattoli delle sue marmellate, formaggi e salse fatto con tartufi – tutte ricette sue. Abbiamo fatto alcuni brindisi e abbiamo continuato con la migliore degustazione della nostra vita!

Davvero un giorno di viaggio indimenticabile! Abbiamo avuto una festa privata a mezzo notte nel cuore di Gubbio con un’uomo che non parlava un acca d’inglese…e proprio questo ha reso questo giorno di viaggiare indimenticabile per me. È stato la prima volta che sapendo l’italiano mi ha portato fuori il sentiero battuto di turisti normali e ha letteralmente sbloccata porti che erano chiusi con chiavi. Potevo toccare il cielo con un dito ed ero strapiena di tartufi!

Read Full Post »

Stasera ho passato una bella serata a Palo Alto parlando italiano con un gruppo che ci si incontra i martedì. Palo Alto è dove si può trovare l’università di Stanford. La strada principale si chiama University Avenue ed assomiglia molto a una via italiana perché ci sono tanti locali carini; ci sono bar affollati di clienti, negozi diversi, ristoranti eleganti, panetterie con prodotti gustosi, gelaterie piccole e anche un teatro che dà vecchi film, come “Cantando sotto la pioggia”. Al bar di Caffè Venetia (sì proprio così con un “t” e non una “z” come immaginereste! non so perché! logico Americano!), nel mezzo della strada, il piccolo gruppo delle persone appassionate della lingua, si riunisce settimanalmente per bere un caffè o un po’ di vino e per parlare in italiano. Stasera è stata la prima volta che ho partecipato alla riunione del gruppo e l’ho trovato molto simpatico. Inoltre agli Americani che sono là per scambiare due parole e esercitare la lingua, c’era anche una graziosa donna Italiana che insegnava Italiano a Stanford anni fa, ed è stato un vero piacere conoscerla.

Palo Alto è direttamente accanto alla baia di San Francisco da me. Potresti arrivare più velocemente se ci fosse un ponte che attraversasse la baia dove io abito. Purtroppo no. Invece devo prendere l’autostrada e ci vuole mezz’ora, senza traffico, per arrivare dall’altra parte. È necessario andare fino al punto più sud della baia di San Francisco e seguire la curva della baia fino all’altro lato. Stasera, per ammazzare il tempo mentre guidavo, ho ascoltato un programma di Incontro Italiano. È stato l’episodio in cui parlavano della moda (#50). È stato molto carino e ho ascoltato la storia avventurosa delle sorelle Fontana che nei primi anni del novecento sono andate a Roma per “fare fortuna con ago e filo”. Le sorelle sono state assunte in una piccola sartoria situata nell’elegante zona di Via Vento. E come si dice “il resto é storia!” Hanno riscosso tanto successo e hanno confezionato abiti per le donne famose come Ava Gardner, Audrey Hepburn, Grace di Monaco e anche Gioia Marconi, figlia di Guglielmo Marconi, lo scienziato italiano che ha inventato il telegrafo! In ogni episodio di Incontro Italiano ci fanno conosere tante belle espressioni e questa volta ne ho imparate alcune che si referiscono al mondo della moda.

In un mezz’ora in macchina si può imparare tanto e in un bar parlando italiano, alcuni sconosciuti possono diventare amici!

Ecco le frase che ho trovato interessante che trattono della moda:

È nato con la camicia” = una persona particolarmente fortunata

Sudare sette camicia” = qualcuno che deve fare una grande fatica. compiere enormi sforzi

È rimasto in maniche di camicia” = niente di buono, significa che una persona non rimane assolutamente nulla, che ha perso tutto

È come mettere una cravatta al maiale” = una situazione in cui si dà qualcosa di valor a qualcuno che non la capisce e non la apprezza.

Fare le scarpe” = a qualcuno è un atto sleale, scorretto, disonesto, danneggiare qualcuno di cui si finge di essere amici allo scopo di prenderne il posto

Tiene i piedi in due scarpe” = chi prende posizione a favore di una parte e contemporaneamente, della parte contraria

Essere una scarpaa e uno zoccolo” = formare una coppia male assortita

Gli avari non mettono mai mano alla borsa” = non pagano mai niente

Trattato con i guanti” = trattare qualcuno con estrema gentilezza e grande rispetto

Se ti interessa un abbondamento di Incontro Italiano vai a questa pagina per ricevere uno sconto tramite Diario!

Read Full Post »

Non ci posso credere! La mia amica Charlene mi ha appena fatto sapere che Kobe Bryant, la star Americano della pallacanestro, uno dei giocatori più famosi della squadra dei Los Angeles Lakers, parla anche un bell’italiano! In inglese io grido: “Shut up” e  “Get out of here!” ma in Italiano esprimo la mia incredulità con un’espressione latina ancora viva in Italia “mirabile dictu!!!”* Io non avrei mai immaginato che Kobe Bryant potesse parlare Italiano fino a quando ho visto un’intervista in cui lui parlava in Italiano! Sono stordita…e quasi non ho parole! Quasi….ma sapete che questo non spotrà mai succedere! Allora penso che lui parli scorrevolemente e dolcemente e che suoni un po’ diverso di quando lui parla in Inglese. Secondo me, lui è più bello e più affascinante quando parla italiano!

Dopo aver visto il video ho fatto una piccola indagine sulla sua storia e ho scoperto che quando Kobe aveva sei anni, si è trasferito con la famiglia a Reggio Emilia dove suo padre giocava a pallacanestro professionale. In totale Kobe ha trascorso otto anni in Italia e ha imparato bene l’italiano e lo spagnolo. (Non lo sapevo proprio!!) In quel periodo è diventato anche appassionato di calcio; la sua squadra perferita è l’AC Milan. Quando aveva quattordici anni la famiglia è ritornata negli stati uniti e lui ha deciso di seguire la carriera nel basket. Dice però che fosse rimasto in Italia, sarebbe diventato un calciatore professionista. Un’altro cosina che ho trovato interessante e che mi ha sorpresa e che i suoi genitori l’hanno chiamato “Kobe” dopo aver visto la parola su un menu giapponese. Kobe dopotutto è il nome della bistecca famosa giapponese: Kobe beef.

Recentemente Kobe fatto sapere che ha un sogno nel cassetto cioè che vorrebbe in Italia un giorno per giocare pallacanestro là. “Sì, è vero, mi piacerebbe moltissimo chiudere la mia carriera giocando in Italia. Ho tanti amici a Reggio Emilia e Milano. Adesso no, ma è un sogno che realizzerò

Con questa dichiarazione, il sogno di tutti i tifosi della pallacanestro e da tutti i rifugiati del mondo dei fan dei Los Angeles Lakers in Europa, è vivo di nuovo e loro fantasticano che un giorno Kobe Bryant giocherà un po’ a basket nella Seria A, prima che metta via la sua palla e le sue scarpe di basket nell’ armadio per sempre.

la pallacanestro o basket = basketball
scaramanzia = evitare la sfortuna, to avoid bad luck
tiro libero = nella pallacanestro, il tiro libero è la sanzione prevista nel caso in cui la difesa commetta un fallo nel momento in cui un avversario tira, in seguito ad un fallo tecnico,antisportivoda espulsione o per ogni fallo commesso dopo il bonus
fantasticare = fantasize
sogno nel cassetto = secret desire

Read Full Post »

Cara ti sto ascoltando…ma per carità, non ti ho proprio capito bene!”

Dopo una pausa imbarazzante ho ripetuto quello che stavo dicendo ad una signora originariamente di Roma. “L’anno prossimo mio figlio va alla scuola media e cambierà scuole”.

Cosa?” Ancora una volta ho incontrato il suo sguardo perplesso e mi sentivo proprio a mio disagio.

L’annnnnnnnno prossssssimo mio figlio va a scuola media….” ho parlato lentamente.

Ah! Sì, sì, sì!!!! Ora posso capirti, bella!

Che guaio! Che vergogna! Una conversazione che è andata storta! La mia lingua americana mi ha tradito di nuovo. Nella mia impazienza di pronunciare la parole “anno” ho sbagliato e ho fatto una brutta figura! Io intendevo “anno prossimo” (year) ma lei ha sentito “ano prossimo” (arse). Non ho tenuto il suono della “n” abbastanza lungo nella parola “anno” e così ho reso un effetto disastroso e ho detto quasi una parolaccia!

Posso rottolare le mie “rrrrr” perfettamente ma qualche volta non allungo abbastanza le doppie consonanti. Poichè nella maggiore parte delle altre lingue le consonanti doppie non hanno pronuncia diversa da quelle singole, qualche volta noi stranieri non ci rendiamo conto l’importanza di pronunciare bene le doppie consonanti. Ma in Italiano le consonanti doppie sono fondamentali perché servono a distinguere tra parole che senza la doppia si confonderebbero. Per evitare momenti embarrazanti è importante ricordare che il il suono nella pronuncia delle consonanti doppie è leggermente più lungo.

Ecco un piccolo tentativo di scrivere i suoni…però meglio andare al sito di Forvo per sentire le parole parlate: http://www.forvo.com/languages/it/

note = noote (la vocale “o” è molto lunga, ovvero pronunciamo noote)
notte = NoTTe (la “o” corta).

fata = faata
fatta = FaTTa (la a corta)

seta = seeta
setta = SeTTa (la e corta)

Dopo il mio incontro l’altro giorno con la donna di Roma mi sentivo un po’ come Lello monello che ha fatto un gran macello!

Lello, che monello!
Ha fatto un gran macello…
Le doppie ha sbagliato
e il mondo non va più!

Ehi papà, Giochiamo con la pala
Ahi, che botta! Io non ci gioco più!

Mamma, a cassa, io me ne voglio andare!
È stretta, Aiuto! Io non ne posso più!

Ciao, amico, portiamo a spasso il canne
come pesa! Dai, portalo un po’ tu

Ehi, Mimì ti serve una pena?
Non, non scrive, tienitela tu!

Lello, che monello!
Ha fatto un gran macello…
Ma ora ha sistemato
e adesso il mondo va

Ehi, papà! La palla ora ce l’ho!
Poi, con mamma a casa tornerò.
Dai, amico, col cane andiamo in giro,
e a te, Mimì, darò la penna biro!

Vi racconto questa storia ammonitore per spiegare che noi stranieri dobbiamo stare attenti delle consonanti quando parliamo. Con un po’ di pratica e pazienza ricordiamo di tenere il suono un altro battito quando c’è una parola con le consonanti doppie!

Alla fine della nostra conversazione la signora di Roma mi ha raccontato qualcosa carino che mi ha fatto sentire un pochino meglio. Mi ha spiegato che ci sono alcune parole nella lingua inglese che non azzarda mai di pronunciare. Per esempio, lei rifiuta di pronunciare la parola “sheet” perchè la parola “sheet”  con suo accento diventa “shit”! Sì, mi ha fatto sentire meglio!

Allora un po’ di divertimento! Potete vedere le parole sbagliate che richiedono le consonanti doppie?

La strana zuppa del venerdi
Metere nel pentolone sete calzini
e oto anguile con i bigodini,
tre piume di galina canterina,
il beco di un’ocheta birichina,
le vele di una sola barcheta,
la ruota di una bicicleta
e il naso sempre arosato,
del pover nono Renato

Read Full Post »

Forse hai questo problema. Quando tu parli in italiano o in qualsiasi lingua straniera, la mente si blocca. Forse hai un vocabolario grande e tu sai bene la grammatica, però quando tu cerchi di parlare, le parole ti sfuggono e hai difficoltà a ricordare la parola adatta nel momento giusto. Sembra che non ci sia una connessione tra il cervello e la bocca. È come una paralisi e il risultato e che tu balbetti come un idiota. Odio quando questo accade.

Per tante persone cambiare da una lingua ad un’altra non è facile come accendere un interruttore. Essendo americana, la mia mente, per la maggiore parte, è sempre piena di pensieri in inglesi (eccetto in quei bei momenti  quando dormo e io sogno in italiano). La chiave per parlare più naturale quindi, è trovare modi in cui possiamo rilassarci e scoprire metodi per “riscaldare” la mente e aprire nuove “piste” tra i neuroni del cervello. Secondo me, per avere un ritmo e una cadenza naturale e per ricordare parole spontaneamente, dobbiamo trascorrere più tempo pensando nella lingua che vogliamo parlare.

Dunque dato che il mio desiderio di comunicare in italiano è  incrollabile e ostinato, oggi ho deciso di parlare e pensare solamente in italiano. Pensereste che sia un po’ difficile, visto che nessuno in famiglia parla in italiano, però ho un ascoltatore avido e paziente nel mio cane, anche se lui non ha nessun’altra scelta, perché lo tengo in ostaggio con il guinzaglio. Poverino! Quindi questa mattina sono uscita con l’idea di parlare ad alta voce in italiano con lui, di tutto quello che avrei visto mentre camminavamo. Avevo in mente di annotarmi le parole che non riuscivo a ricordare facilmente o che non sapevo affatto, mentre facevo uno sproloquio.

Ecco alcuni dei miei pensieri…

Sto camminando con il cane. Andiamo, andiamo…C’e’ un fiore viola con i petali lunghi e nel centro del fiore c’è giallo… è  non so come si chiama il fiore in italiano…merda! Che schifezza non posso ricordare il nome in italiano! (Ho controllato il dizionario quando sono ritornata ed era un “Iris” = “Iride o Giaggiolo”).

Stiamo passando davanti a un parcheggio non fatto di cemento o mattone, ma invece pieno di …come si chiama “gravel” -ah  sì, ora me la ricordo… la parola giusta è “ghiaia”. Non si dice “concreto” per “cemento” come in inglese…”concreto” è per le idee, cemento e per il materiale usato per costruire gli edifici.

Dall’altra parte della strada c’e’ un’anziana donna indiana che mi sta salutando. Ha un maglione rosso sopra il suo sari.

Sto passando vicino ad un giardino con una bella rosa rossa. Ci sono le rose rosa e ci sono le rose rosse. Sembra uno scioglilingua! C’e’ un’amica che mette sempre gli scioglilingua sulla sua pagina di Facebook. Devo controllare la pagina quando ritorno e sarò davanti il computer di nuovo.

Il cane sta tirando forte il mio braccio….temo che mi tolga il braccio fuori dalla mia…come si chiama questa, la parola non è “ascia” (hatchet)… ma…sì  “ascella” (armpit)!

Questo cane mi fa impazzire. Deve fermarsi ogni due minuti per fare la pipi…nella “seppia” (cuttle fish)…no, questa parola non va bene…intendo “siepe” (bush). So che c’e’ un’altra parola per “siepe”….questa sarebbe…. sì, “cespuglio”. Ricordo la frase inglese “to beat around the bush” come si dice in Italiano….devo controllare quando ritorno a casa…(Ma infatti in italiano non si dice: “battere intorno la siepe ma invece: Smettila di tergiversare e vieni al punto)

Forse questo dialogo non ha totalmente senso, però è una piccola parte della corrente dei pensieri che ho avuto durante la mezz’ora di camminata con il cane. Mi sono sforzata a lasciare indietro inglese o quasi per alcuni minuti. La pratica mi ha sblocatto la mente e mi ha riscaldato il cervello faccendolo più agile. Mi ha costretto a scegliere le parole e le frasi giuste in italiano, con calma e senza un dizionario.  L’ho trovata un bel allenamento! Cerco di pensare più spesso in italiano in questo modo. Magari, mi aiuta a parlare meglio in una conversazione più “normale”.

Allora, ora me ne vado in palestra! Domani scriverò delle parole italiane che uso durante l’ora dello yoga! Mi raccomando….cammina cammina e pensa in italiano!

Cammina Cammina di Amedeo Minghi – questa è una canzone che sento tutta la volta sulla radio. Quando scrivevo questo blog mi è venuta in mente!

Divieni via via più vicina
Sorride e affianca il mio passo
Che impervia è la strada ma non è sbagliata restiamo vicini
La vita è una sfera che corre e che va
E? la meglio che c?è
Per me
Per me che vivrei tutto il tempo a parlare di te
A parlare di te
Cammina cammina
Divieni via via più vicina
Io sono con te per la vita
Lo stesso che penso di te
Se potessi indovinare il tuo dolore
Non soffriresti mai
Ogni volta che ti trema troppo il cuore
Con me respirerai
Io di difenderei
Io di difenderei
ti difenderei
Sai che lo farei
Cammina cammina
Sei qui con la testa e ti sento
Non conta più niente che noi siamo il resto
La nostra è una storia che è fatta d?amore
Andremo lontano non è un?avventura
Se sono con te
La mia memoria diventa per sempre così
Quella meglio che c?è
Per me
Per me che ho passato la vita a pensare di te
A pensare di te
Cammina cammina
Divieni via via più vicina
Io sono con te per la vita
Lo stesso che penso di te
Se potessi cancellare tutto il male
Tu non sapresti mai
Non importa s?è domenica o natale
Con te mi troverai
Io di difenderei
Io di difenderei
Ti difenderei
Lo sai che lo farei
?sei verso di me
Cammina cammina?
Se potessi cancellare tutto il male
Tu non sapresti mai
Non importa s?è domenica o natale
Con te mi troverai
Io di difenderei
Io di difenderei
Ti difenderei
Sai che lo farei
?sei verso di me
Cammina cammina?

Read Full Post »

Sappiamo che in italiano ci sono quattro modi diversi per dire “tu” (you). Questi modi sono: tu, voi, Lei e Loro. Tu (singolare) e voi (plurale) sono i modi familiari e sono usati con le persone in famiglia, i bambini, gli amici cari e gli animali domestici. Lei (singolare) e Loro (plurale) sono usati per donne e uomini uguali, per le situazioni piu’ formali. Per esempio, quando si rivolge ad una persona anziana, un estraneo, un professore o qualcuno con cui non si condividono le confidenze.

Non era sempre cosi’. All’inizio, nel periodo Romano, la prassi non era quella di rivolgersi in un modo cortese alle persone piu’ superiori. Anche con l’imperatore fu usato il tu. Il modo “voi” fu introdotto come il primo tentativo di distinguere tra le persone piu’ elevate e le persone non nobili. Soltanto durante il rinascimento il  “Lei” apparve, nelle corti sfarzose come il modo preferito di rivolgersi alle persone sovrastanti o qualcuno con cui non si stava in confidenza. “Lei” (con il maiuscolo “L”) e’ venuto da modi di dire eleganti come “l’eccellenza vostra” o “la sua eccellenza”. In tutte queste espressioni i nomi sono femminili, ecco cosi’ le frasi sono state abbreviate, semplicemente a “Lei” (she).

Ancora oggi i modi formali ed informali sono usati per distinguere tra le persone di diversi livelli sociali o vari livelli di educazione. Nel sud si usa il “voi”, ma per la maggiore parte, gli Italiani usano “Lei” per le situazioni formali e “tu” per le situazioni informali. Quando due persone, che all’inizio si danno del Lei, si sentono a loro agio, si chiedono “possiamo darci del tu”. In questo modo il rapporto tra loro cambia e significa che i due diventano amici. Di solito la richiesta non e’ mai rifiutata, la difficolta’ pero, e’ ricordare a chi tu hai dato il permesso di dare il tu!” Soltanto in Italia la scelta tra i diversi modi da dire “you”, diventa una differenza tra fare una bella o brutta figura! Che pressione sapere quando di usare “tu” o “Lei”! Ma guai a qualcuno che cerca di affrettare la situazione. Come vediamo in questo articolo Le domande che ogni candidato non dovrebbe fare alle interviste di lavoro: “Possiamo darci del tu?, “E le ferie?” quelle frasi stronca-colloquio”!

L’altro giorno mentre guardavo “Un Posto al Sole” (puntata 19/3/10) ho visto un bell’esempio di quando due persone cercano di darsi del tu. Nonostante la storia frivole di questa telenovela, mi sento molto intelligente quando posso seguire le battute e le sottigliezze della lingua! Dunque ho trovato molto divertente questo scambio tra due uomini. Il primo uomo e’ Giacomo, il nuovo fidanzato di Silvia, la barista e la proprietaria del caffe’ Volcano. L’altro uomo e’ Michele, l’ex marito di Silvia. Giacomo e’ un proprio disadattato sociale! Cerca il consiglio dell’ex-marito per fare una bella figura con Silvia. Pero’ vediamo che c’e’ un po’ di confusione quando Giacomo usa lei, Lei e tu. Ci rendiamo conto che qualche volta dare del tu non viene facile o naturale!

Ecco lo scambio (piu’ o meno!):

Giacomo: Permesso…

Michele: Ah, Salve….si’

Giacomo: Salve! Disturbo?

Michele: No. No. Ma pero’ se cerca Guido non c’e’. E’ uscita questa sera.

Giacomo: Non cercavo Guido, cercavo proprio Lei.

Michele: Me? Ahhh…di che cosa potremo parlare, io e Lei?

Giacomo: Di Silvia.

Michele: Ah, Silvia.

Giacomo: Si’… e’… cos’e per Lei non e’ un problema, che io vorrei chiederLe un consiglio?

Michele: Un consiglio.

Giacomo: Si’. Ecco fatto questo…io vorrei farle un regalo. C’e’ farle a lei Silvia, non a Lei Lei. No, a lei Silvia. Ecco. Forse e’ caso che ci dia del tu, no? Visti i rapporti.

Michele: Hm…Va be’.

Giacomo: Si’. Ecco vorrei farle un bel regalo, no? Qualcosa che le piace davvero. Capisci?

Michele: Si’. Perfettamente. Quello che non capisco e’ cosa posso entrarci io, ecco.

Giacomo: Lei? C’e’ tu? Tu sei la persona piu’ adatta per dare un consiglio, no? Sei stato marito per tanto tempo. Tu conosci sicuramente meglio di me i sui gusti. Per essere sincero, fare un regalo a una donna non e’ proprio la mia specialita’.

Michele: Immagino.

Giacomo: Anzi questa e’ la prima volta che mi capita!

La conversazione continua cosi’ e Michele dice che non puo’ aiutare Giaccomo. Alla fine Giaccomo, un po’ embarazzato esce. Pero’ come vediamo ha ancora difficolta’ con dare del tu….

Giacomo: beh… ci ho provato… ehhh, niente non Le faccio perdere altro tempo…, Le ringrazio e Le saluto….cioe’…ti ringrazio e ti saluto…

Read Full Post »

Older Posts »