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Archive for the ‘language learning’ Category

Ciao! Novita! Ho traslocato il blog. Il nuovo indirizzo è www.studentessamatta.com . Se volete ricevere aggiornamenti di post futuri sarà necessario riscrivervi al blog al nuovo indirizzo! Grazie! Ci vediamo presto!!!!

Something is new! I have moved the blog. The new address is www.studentessamatta.com . If you would like to receive updates on future posts you will need to re-subscribe to the blog at the new address. Thanks! See you soon!!!

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Ciao Tutti! Ho spostato il mio blog ad un nuovo server. Tutto è lo stesso, ma ora potete trovarmi a:

http://www.studentessamatta.com

Per ricevere notizia di nuovi blog post sarà necessario riscrivere di nuovo al blog. (non posso spostare tutti i miei sottoscritti meravigliosi e questo mi fa triste). Scusami per il disagio, ma spero di vedervi di nuovo alla mia nuova casa a http://www.studentessamatta.com

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Hi! I have moved my blog to a new server. Everything is the same, but now you can find me at:

http://www.studentessamatta.com

To receive notice of new blog posts it will be necessary to re-subscribe to the blog. (I am not able to transport all my wonderful followers…which really makes me sad) I’m sorry for the inconvenience,  but hope to see you all once again in my new blog home at: http://www.studentessamatta.com

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Photo courtesy of Ferulaviaggi (cycling in Basilicata) Ilaria Navarra

30 Days of Indie Travel Project Day 30!: Where are you going in 2012? Why is that place great for indie travelers? To read the blog in English click here 

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 30 del progetto! Il tema è: “Dove vai in 2012? 

Dove andrò nel 2012? Il sogno è sempre tornare in italia. Al momento però, invece di andarci, una piccola parte d’Italia viene da me. Durante l’estate di 2012 accoglierò con gioia un’amica italiana che resterà con me per alcune settimane. Io farò la turista nella mia città di San Francisco e faremo insieme le gite nel mio vicinato, accanto alla baia famosa!

Comunque… se andassi in Italia l’anno prossimo, ci sono tre posti in cui andrei volentieri. Che bella sorpresa! Tutti tre hanno qualcosa a che fare con imparare la lingua!

Photo courtesy of Ylenia Sambati YLTour

Prima, mi piacerebbe tornare in Puglia per fare una visita agli amici a Locorotondo. Poi andrei a Lecce un po’ più sud, dove io troverei la mia amica Ylenia Sambati. Ylenia offre corsi di cucina, wine tours, yoga retreats e escursioni per vedere l’arte in sud Italia. Mi ha contattato l’altro ieri e mi ha detto: “Non sarebbe bello se tu venissi da me per aiutarci con i tour di conversazione Italiano che YLTour offre?” Yle è una bella tentatrice e sono quasi convinta di accettare la sua proposta! Mi ha convinta quando ha detto “stiamo organizando un “language camp”! Tour Italianissimo! Pensate un po’! Imparare la lingua, viaggiare in Puglia…niente è meglio di quello! Per più informazioni, andate a controllare la pagina di FB di Yle.

Photo courtesy of Ferulaviaggi/Ilaria Navarra

Poi sulla mia agenda sarebbe una sosta nella Basilicata per passare un po’ di tempo con la mia amica Ilaria Navarra. Lei da anche i corsi d’Italiano e le gite attraverso Ferulaviaggi. Non sono mai andata nella Basilicata e ho la voglia di scoprire la bellezza di questa regione d’Italia. Penso che sia un modo fantastico per esplorare mentre sto migliorando il mio Italiano. Se vi interessano i corsi di lingua nella Basilicata potete contattare Ilaria per più dettagli.

Finora mi piace molto questo programma di viaggio. Però la mia vacanza non sarebbe perfetto almeno che vado all’ultimo in Toscana, per visitare gli amici Daniela, Eva e Angelo a Lucca Italian School. Mi piace molto la passione e la creatività di questi insegnanti. Li ho scoperti attraverso il loro blog Parlo Italian! La loro passione per Lucca e la sua storia è molto impressionante. Ecco un guest blog loro hanno scritto per me. Se volete studiare in Toscana, Lucca School sarebbe la mia scelta!

Allora! caspita! Penso di aver fatto il mio itinerario per 2012! Nel frattempo, ogni giorno ho intenzione di andare in Italia dalla mia poltrona attraverso internet e skype. Chissà…forse ci incontriamo in Puglia, la Basilicata o in Toscana l’estate prossima.

Cooking in Lecce!

È stato un piacere partecipare al progetto di Bootsn’all 30 Days of Indie Travel Project. Grazie per l’opportunità di essere una parte della vostra communità! Buon viaggi tutti!

Digital Diary of Basilicata – Video fantastico della Basiclicata

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30 Days of Indie Travel Project Day 29: ONE WORD – What does travel mean to you in one word? To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 29 del progetto. Il tema è: “UNA PAROLA” – Potete descrivere il significato di viaggiare per voi in solo una parola?

Ho scelto la parola “MERAVIGLIARSI“, ma è difficile tradurre la parola in solo una parola inglese, perché questa parola ha tante sfumature: Da Garzanti “meravigliarsi” può essere: stupirsi, essere sbalordito, sorprendersi, strabiliarsi, cadere dalle nuvole! “Meravigliarsi” sembra la parola giusta per me, perché quando viaggio i miei sensi sono risvegliati a molti livelli e anche l’ordinario diventa straordinario.

Bill Bryson ha riassunto bene quando disse: “Secondo me, il dono di viaggiare è essere in grado di provare cose quotidiane come se fosse la prima volta, di essere nella posizione in cui niente è familiare o che è dato per scontanto.” Penso che questo è vero. Quando io viaggio noto le cose che perdo a casa. Mi meraviglio i fiori nel mercato all’aperto, così come sono stupita dalla facciata di una chiesa. Camminare per una strada, noto le pietre sotto i miei piedi, sento l’aria fresca dentro una cantina e mi godo il sole che filtra attraverso gli alberi d’ulivo. Tutto è nuovo e ogni giorno è una storia che viene scritta come si svolge. Nulla è previsto o abituale, niente quindi può essere dato per scontato. Quindi… viaggiare per me è una meraviglia!

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30 Days of Indie Travel Project Day 27: VIDEO DAY – Share a photo or video that just makes you want to GO. RIGHT. NOW! To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 27 del progetto. Il tema è: “VIDEO DEL GIORNO” – Condividere un video che darci la voglia di andarci proprio adesso!

Roma! Città eterna! Una delle mie città preferite. Un posto indimenticabile, non da perdere. Guardando questo video ho voglia di andarci ADESSO!!!

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30 Days of Indie Travel Project Day 26: PHOTO DAY – Post a photo of your favorite place and tell us what you love about it To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 26 del progetto. Il tema è: “FOTO DEL GIORNO” – Pubblicate una foto preferita e dirci un po’ della foto.

Ecco la mia foto preferita! L’ho fatta dalla finestra della nostra camera all’albergo Onda Verde a Praiano in Italia alcuni anni fa durante un soggiorno sulla costiera Amalfitana. L’albergo è imperticato sulla scogliera e si deve scendere giù dalla strada in un accensore per arrivare all’ingresso e le camere degli ospiti. Dal molo alla sinistra, ci siamo tuffati nell’acqua e ci siamo immersi nel mare blu. È un posto magico e tranquillo, dove si può andare per lunghe passeggiate e salutare i pescatori che si trovano lungo il sentiero tortuoso accanto il mare. Ancora oggi ho questa foto sul computer come screen saver. Ogni volta che la vedo mi porta direttamente in Italia e mi sento calma e respiro un po’ più leggero.

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Santiago Cile, io, mia sorella di Cile e i fratelli americani!

30 Days of Indie Travel Project Day 25: FAMILY – Family shapes who we are, but sometimes the family we create plays a bigger role in our lives than the one we were born into. Tell a story about how either of your “families” have impacted your life and your travels To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 25 del progetto. Il tema è: “FAMILIA” – raccontate una storia come la vostra famiglia ha influenzato la vita e i vostri viaggi.

Una familia è una tribù. Consiste nelle persone che ci conoscono bene e che sono lì per aiutarci attraverso tutte le fasi della nostra vita. Ci sono molti tipi di tribù e ciascuno ha i ritmi e le dinamiche uniche. Alcune sono grandi, alcune sono piccole, ci sono quelle in cui siamo nati e poi ci sono quelle che creiamo noi stessi. Per quelli come me, che hanno parenti diffusi in tutto il paese, è possibile creare legami con gli amici che sono, in qualche senso, più forti dei legami di sangue. Ci sono anche quelle persone che invitiamo a casa nostra come stranieri, ma quando partono… effettivamente sono diventati famiglia.

Quando avevo sei anni la mia famiglia ha accolto una giovane ragazza dal Cile a casa nostra. Si chiama Gloria Ortega. È venuta da noi attraverso il programma EIL: (Experiment in International Living). Gloria era più di una studentessa dello scambio. Fin dal inizio ci siamo innamorati di lei e lei è diventata una parte della nostra famiglia. Il nostro legame era così forte che lei è ritornata a trascorrere un anno con noi mentre frequentava l’università negli Stati Uniti. Quando l’anno è terminato, non potevamo separarci da lei, dunque l’abbiamo accompagnata a casa a Coquimbo in Cile. Abbiamo visitato Santiago e Perù e abbiamo trascorso bei momenti con la sua famiglia nel loro villaggio accanto al mare. Quando ero molto giovane Gloria mi ha aiutato ad imparare che c’era un mondo più grande da scoprire, fuori il mio portico.

Quando avevo dieci anni la mia famiglia ha accolto un’insegnante dal Giappone a casa nostra. Si chiama Masako Nakada. Lei è anche venuta da noi col programma EIL. Ci ha insegnanto danze e canzoni giapponesi e come fare gru di origami. La mia famiglia ha fatto una visita alla sua famiglia a Mabashi City nella periferia di Tokyo. Tutti insieme siamo saliti su Mt. Fuji e abbiamo visitato i giardini imperiali. Sono andata sul treno “Bullet” e ho visitato un allevamento di baco da seta. Ho scoperto che mi piace il tè verde, ma non mi piace la cagliata di fagioli dolci. A causa di mia sorella giapponese, ho imparato a suonare il koto. Anche se gli anni sono passati, ancora oggi ci sentiamo spesso da Masako. Lei è stata la prima persona a farmi sapere più della cultura d’oriente.

Un anno fa la mia famiglia ha accolto un giovane studentessa da Locorotondo Puglia a casa nostra. Si chiama Francesca
Mirabile. È venuta da noi col programma di AFS e ha trascorso un anno con noi mentre frequentava l’high school americana. Vivendo con noi Francesca ha imparato le abitudini e i ritmi della nostra famiglia. Ha partecipato negli scherzi privati e ha imparato, non solo come comunicare meglio in inglese, ma anche ha imparato a parlare il linguaggio unico della nostra famiglia. Abbracciando Francesa come la nostra figlia ci ha portato altre relazioni sigificative. La sua famiglia…genitori, sorella, fratello, zii e gli amici, sono anche diventati parenti allargati. L’estate scorsa mio marito ed i nostri tre figli siamo andati a visitare Francesca e la sua famiglia in Puglia. È stata la prima volta che i miei ragazzi sono andati in Italia e la mia prima volta visitare la Puglia!

Queste tre ragazze, dal Sud America, Giappone e Italia appartengo alla mia tribù. Vengono dai paesi diversi, ma dopo aver vissuto insieme abbiamo una storia in comune. Da ognuna ho imparato qualcosa prezioso e loro mi hanno dato ottimi motivi per visitare altri angoli del mondo che non avrei mai visitato se non fosse stato per loro. La mia famiglia adottiva ha allargato il mio punto di vista del mondo, ma allo stesso tempo ha reso il mondo più piccolo e accessibile. Forse la mia famiglia naturale è piuttosto piccola, ma la famiglia che ho scelto si estende attraverso il mondo.

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30 Days of Indie Travel Project Day 24: GIVING THANKS – Seeing what others have – and don’t have – around the world often helps us appreciate our own good fortune. What are you thankful for this year ? To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Giorno 24 del progetto. Il tema è: “RINGRAZIAMENTO” – di che cosa sei grato quest’anno?

Sono particolarmente grata che ogni giorno del Ringraziamento la mia casa si riempie con l’abbondanza di cibo, di risate e di gente felice. Quest’anno non è stato diverso dagli anni precedenti e intorno alla nostra tavola c’erano diciotto persone! Ho imparato una cosa o due dai miei amici italiani e come loro, posso magicamente allungare il tavolo da pranzo a riempire tutta la stanza in modo che tutti possono mangiare insieme. Mi piace decorare la tavola con candele, foglie d’autunno, piccole zucche e bei mazzi di fiori. Poi l’apparecchio con piatti e bicchieri italiani e sono felice finalmente, d’avere una bella scusa per usare gli anelli per tovaglioli decorativi. Questi sono solo piccoli particolari che faccio per creare un’atmosfera speciale, ma la tavola diventa piena di vita solo nel momento in cui ognuno si siede con i loro propri piatti carichi di cibo speciali del giorno del Ringraziamento. Quest’anno, attraverso gli sforzi congiunti degli amici, la nostra tavola del Ringraziamento si è quasi piegata sotto il peso di due tacchini, due tipi di ripieno e due tipi di salsa di mirtilli. C’erano fagioli, cavolini di Bruxelles, pastinaca, mais e patate. C’erano
formaggi diversi, cracker e pane e anche torte di granchio con mirtilli rossi. C’erano anche due torte di zucca, una torta di mele, una torte di pere, cioccolato e tanto, tanto vino.

Il giorno di Ringraziamento è la festa preferita della mia famiglia e mi piace soprattuto perché ho il tempo di passare momenti tranquilli e essere grata per tutte le cose buone che ho nella mia vita. Posso apprezzare il fatto che i miei figli sono felici e in buona salute e che stanno lasciando la loro impronta unica al mondo. Ho tempo per ascoltare i progetti di un ragazzo che vuole costruire il suo proprio computer, entro in un dibattito filosofico con un altro, e ascolta la musica di un terzo mentre strimpella la sua chitarra mentre preparo la cena. Trovo anche il tempo per essere grata per le tecnologie che rendono possibile collegarsi e comunicare con il mondo. Mi rendo conto che sono molto fortunata e che tutti i piccoli fastidi che ho affrontato quest’anno, una doccia che perde, una gomma a terra, un raffreddore…sono stati proprio piccoli inconvenienti e non di proporzioni catastrofiche, come l’inondazione delle cinque terre in Italia all’inizio di quest’autunno. Sono anche grata per avere il mio migliore amico come partner e marito. Per amore ha cercato d’imparare la lingua italiana, e mi sostiene sempre. Lui è il mio fan più grande e sempre accanto a me quando viaggiamo in Italia.

Tale abbondanza di cibo, amicizia e amore è molto di cui essere grata. Tutti a tavola! È tempo di una seconda porzione! Buon giorno del Ringraziamento tutti!

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30 Days of Indie Travel Project Day 22: TRANSIT – The word travel comes from a French word meaning “work” and sometimes, getting there is work. Between crowded buses, long airline delays, overnight trains and crazy rickshaw rides, transportation can be stressful, but it can also be a rewarding part of the tip. To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 22 del progetto e il tema è: “PASSAGGIO – Racconto un viaggio in cui i mezzi di trasporto sono stati un po’ difficili.

Le sofferenze di viaggiare: la prima volta in Europa…

#1 Difficoltà: lasciare indietro un fidanzato. È stato un sacco di lavoro andare a Firenze la prima volta. I miei genitori mi hanno comprato un biglietto per un volo su Sabina Belgium World Airlines. Ho preso un aereo da Cedar Rapids Iowa a Chicago per una sosta breve per vedere il mio ragazzo prima di decollare per l’Europa per una borsa di studio. Avevamo cominciato a frequentarci qualche mese prima della mia partenza e mi ricordo che quando mio padre mi ha lasciato al bordo l’aereo destinato per Chicago era un po’ scettico che una storia d’amore poteva sopportare la prova del tempo e della distanza. Che buon addio! Ho trascorso il resto del volo pensando tristemente al mio amore che ho lasciato a casa.

#2 Difficoltà: non sapere come leggere un’orario dei treni europei. Quando sono atterrata in Belgio ho incontrato tre amiche con cui stavo andando a Firenze via un treno notturno. Nessuno di noi avevamo mai viaggiato in un treno Europeo e non avevamo mai immaginato che ci fossero più di una stazione ferroviaria di cui preoccuparci. Dunque al aeroporto abbiamo preso il treno sbagliato e invece di uscire a Bruxelles nord, siamo andate in centro a Bruxelles centrale nel centro. Ci siamo trovate in una città straniera, con tutti i bagagli senza la minima idea di come trovare il treno per Firenze. Non penso che i miei genitori avessero pensato a fondo il mio itinerario di viaggio quando hanno comprato il mio biglietto, e in quel momento erano beatamente inconsapevoli che la loro figlia, il primo giorno in Europa, era persa in una città straniera.

#3 Difficoltà: in viaggio con un’amica che porta una flottiglia di borse e non aderisce alla regola “porta-solo-che-può-portare-da-sola”. Fortunatamente per la mia amica, ero lì ad aiutarla. Purtroppo per me, non era facile portare le valigie di qualcuno altro e anche le mie, intorno alla stazione ferroviaria di Bruxelles… e avevo i muscoli doloranti a dimostrarlo.

#4 Difficoltà: scioccata dalla condizione dalle toilette pubbliche alla stazione ferroviaria Belgo. “Toto, non siamo più in Iowa!”

#5 Difficoltà: non sapere parlare Francese. Alla fine ci siamo arrivate al Bruxelles nord dove i treni partivano all’estero. Bene! Unico problema? C’erano tanti treni che partivano da Bruxelles per Firenze! Ancora con la stessa storia! Senza la minima idea di quale sia il treno da prendere, siamo andate da una pista ad un’altra cercando il nostro treno. Inutilmente abbiamo chiesto informazioni alla gente, ma come si può immaginare nessuno sapeva Inglese. I nostri tentativi di pantomima non sono serviti a molto e le informazioni ricevute hanno solo aggiunto confusione alla confusione. La nostra capacità di prendere decisione era un po’ confusa dal fuso d’orario ma finalmente siamo riuscite a determine il treno giusto. Giusto in tempo! A causa della disperazione e del panico, stavamo per salire sul treno alle 5:45 con destinazione Firenze, invece d’aspettare il treno diretto che partiva alle 6:05. Se avessimo preso il primo treno, saremmo arrivate in Italia una settimana dopo, visto che era il treno che faceva ogni tappa da Bruxelles a Firenze. Invece, abbiamo individuato il treno giusto e siamo salite a bordo il treno sarebbe arrivato arrivare il giorno successivo.

I miei primi tentativi di viaggiare all’estero erano un po’ patetici e più una specie di commedia. Dall’altro lato, a causa degli errori commessi, le mie amiche ed io avevamo un paio d’ore per andare a spasso per Bruxelles, anche se eravamo appesantite da un sacco di bagaglio extra. A bordo del treno giusto, abbiamo fatto amicizia con il controllore, che ci ha chiamato “le sue Americane” e lui che ci ha aiutato a e sentirci a casa a bordo del suo treno. Nella mattina, dal treno con i primi raggi di sole ho avuto il mio primo sguardo dell’Italia e mi sono immediatamente innamorata profondamente. Quando siamo arrivate a Firenze siamo state accolte dal nostro professore che ci ha comprato il nostro primo gelato italiano. Gelato, devo dire, va bene per alleviare il dolore di un viaggio terribile. Oh, e il fidanzato che ho lasciato a casa…le cose sono andate abbastanza bene e ora lui è mio marito!

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30 Days of Indie Travel Project Day 20: “DRINK – Just as the cuisine of a place reveals clues about its culture and history, so does its signature local drink. What’s the best drink you had on the road, and did the drink have any connection to the place where you drank it or the people you drank with? To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Il giorno 20 del progetto e il tema è: “Bevanda – Che cosa hai bevuto che ha un bel significato per il posto e la gente con cui è stato bevuto

È una tipica Domenica mattina  a Bardolino, una piccola città sul Lago di Garda. Siamo seduti davanti alla chiesa nella piazza principale e ci stiamo godendo uno “spritz”, una bevanda alcolica il colore dell’ambra. Secondo i miei amici, questa è la cosa che molti fanno di Domenica a Bardolino. Ci si siede a un tavolo in piazza e si guarda la gente, sorbendo uno spritz! Non c’è altro posto dove stare a quanto pare. È da questo punto di vista ottimale che si può pigramente osservare la gente quando esce di messa, si parla con gli amici e si osservano i bambini piccoli che scivolano giù dalle balaustre di marmo della chiesa. Immagino sia qualcosa che i ragazzini di Bardolino hanno fatto da fin quando la chiesa è stata costruita decenni e decenni anni fa. Davide, il figlio sei di anni  Rossella e Massimo, non è mica diverso degli altri e si diverte girando il portico della chiesa come se fosse un campo di gioco. A tavola facciamo scherzi, siamo introdotti agli amici dei nostri amici, e ci sistemiamo nella normale vita quotidiana di domenica in Italia.

Quando le nostre bevande sono finite andiamo a fare una passeggiata. Passiamo da una porta aperta con un segno “pesca pro missioni“. Sono curiosa di sapere di che cosa si tratta, così i miei amici mi invitano ad entrare nel negozio. All’interno ci sono due signore anziane posizionate dietro un bancone su cui è poggiata una ciotola grande di vetro riempita dai piccoli pezzi di carta arrotolati. Sul banco c’è un cartellino che indica il prezzo per comprarne uno. Dietro le donne c’è un grande disordine. Ci sono scaffali, cesti e cassette che scorrono con giochi, bottiglie di vino, libri, vestiti e un ampio assortimento di aggeggi e strumenti divertenti. E ancora, non ho la minima idea di ccos’è tutto questo.

Ridendo di me, Davide va prima a farmi capire come fare questo gioco. Sua madre paga il prezzo e poi Davide “va a pescare”. Se mette la mano in una ciotola e tira fuori un pezzo di carta. La srotola e legge il numero che trova scritto. Novantanove! Le donne si mettono in azione cercando di trovare lo stesso numero scritto su un piccolo cartello attaccato ad una mensola o cestino. Infine il numero viene trovato e Davide viene dato il suo premio! Con un grande sorriso, mi mostra che ha vinto un frisbee che si illumina quando lo lancia. Non è fantastico! Ora voglio giocare. Pago il prezzo del biglietto, prendo la mia carta e guardo mentre la signora va a caccia del premio. Passano i cesti di vino e le bottiglie d’olio d’oliva (che peccato!) e mirano una piccola scatola rossa. Che cosa ho vinto? È una macina pepe! Una cosa che non può mancare dalla cucina!

Pesco pro mission è una pesca di beneficenza per raccogliere fondi per la missione della chiesa. Durante la settimana le donne raccolgono un sacco di cose da famiglie e dalle imprese locali e la domenica il negozio è aperto al pubblico. Una volta la mia amica ha vinto una bambola, ma poi si è resa conto che è stata una bambola che sua zia aveva dato alla missione. La bambola ha fatto il ciclo completo dalla famiglia, alla chiesa solo di tornare nella famiglia di nuovo, tutto in nome della carità.

Davide ed io lasciamo il negozio con i nostri premi sotto le nostre braccia e continuiamo con la nostra passeggiata intorno alla riva del lago di Garda. Con il calore del sole sopra la mia testa e il calore del spritz dentro di me, mi sento abbastanza pigra e contenta. Sto guardando Bardolino tra occhiali rosa, o meglio bicchieri d’oro lo trovo un posto bellissimo!

Un banco di beneficenza simile a quello di Bardolino:

su Bardolino

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