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Archive for the ‘italian cooking/cucina’ Category

I am participating in BootsnAll 30 Days of Indie Travel Project and today is Day 11 of the project and the topic is: “For some of us, food isn’t just a part of our travels, it’s the reason why we travel. Whether you travel the globe to try new foods and use food to form a deeper connection with the culture or just eat to live, food plays a big part in the travel experience. Share a food-related story from your travels or describe your best meal.“ : To Read the blog in English click here

Sto partecipando nel progetto di BootsnAll per i blogger. 30 Giorni di Indie Travel Project Oggi è giorno 11 del progetto e il tema è: “Condividete una storia che tratta di alimenti o descrivete la cena migliorare di un viaggio. 

La gente di Puglia sa festeggiare e mangiare. Caso a punto. Ferragosto. La festa di San Rocco a Locorotondo. Non ho mai mangiato così tanto di quello che ho mangiato con la famiglia Mirabile durante le vacanze estive in agosto. Per una settimana c’erano cene dentro, cene fuori, cene in campagna, cene in centro, cene in pizzerie e cene al mare. Queste cene sono durate per ore e ore. Non sto scherzando! Anche i pranzi ci sono voluti due o tre ore per finire! Difficile fare un pranzo veloce veloce durante la settimana della festa! Sembrava che il pranzo avesse già finito ed era l’ora di cenare di nuovo!

Ad ogni cena c’erano antipasti e affettati. Questi sono stati seguiti dai primi piatti di pasta asciutta o pasta al forno. Poi c’erano i secondi, le pietanze di carne o piatto di pesce. Poi la frutta. Poi il dolce. Poi il caffè. Poi limoncello o grappa. Poi il gelato. La tavola è stata allungata e ha riempito tutto il soggiorno per accomodare la famiglia allargata, che consisteva degli zii, i nonni, i genitori, i cugini, i figli e gli ospiti dagli stati uniti!

È stata durante questa settimana di festa d’alimento che ho assaggiato qualcosa che non ho mai assaggiato prima: Panzerotti. La notte di San Rocco, dopo la statua di S. Rocco è stata sfilata per la città e i fuochi d’artificiali ed i mongolfieri sono stati innescati in onore del santo patrono della città, siamo usciti di Locorotondo per visitare i cugini a loro trullo in campagna. Da casa loro eravamo in una bella posizione per guardare gli altri spettacoli di pirotecnici prevista per quella serata. Vedete, in Italia non è sufficiente avere solo uno spettacolo per onorare il patrono, invece necessario avere tre altri più che cominciano a mezzo notte, uno dopo l’altro fino alle prime ore del mattino. Mentre aspettavamo lo show, che cosa abbiamo fatto? Ovviamente abbiamo mangiato! Questa volta il menu consisteva di panzerotti cucinato in un forno aperto sulla terrazza e il maestro cuoco è stato lo zio di Francesca, che ha preso cura della cottura della panerotti con scherzi e buon umorismo, sempre con un bicchiere di vino nel mano o un mezzo mangiato panzerotte.

I panzerotti sono fantastici quando sono mangiati caldi direttamente dal forno. Sono una pietanza tipica di Puglia che mi fa ricordare una piccola calzone o pizza chiusa. I panerotti però sono prodotti con un impasto più morbido e dopo cucinare possono essere riempiti con una selezioni delle cose: pomodori e mozzarella, spinaci, funghi, mais, salsicce, melanzane o prosciutto. Un altro ripieno è una mescolanza di cipolle fritte in olio d’oliva e condite con capperi e acciughe salate. Anche i peperoni grillati vanno bene.

Mentre stavo mangiando il mio secondo panzerotte, consapevole che il mio stomaco stava crescendo più grande con ogni ora che passava,  ho sentito il rumore dei fuochi artificiale nella distanza. Facendo una pausa dal mio sovraccarico alimento, mi sono goduta gli spettacoli di luci sopra la città di Locorotondo con tutta la famiglia vivace e allegra intorna a me. Un momento magico visualmente come gastronomicamente. Quando gli spettacoli sono finiti alle tre della mattina, siamo andati a casa? No! Siamo ritornati al Trullo per mangiare più! Le zie ci hanno portato le torte, il gelato, i biscotti e i fichi d’India e altra frutta. C’era caffè e vino e birra. Tutti a tavola! Nessuna dorme stasera. Tanti panzerotti ancora da mangiare. La festa è appena cominciata.


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Questo pomeriggio, mentre guardavo il film “Il diario di Bridget Jones” tradotto in Italiano, cercando di indovinare se la voce di Mark Darcy, interpretato da Colin Firth, è veramente la sua vera voce (perché come sanno tutti Colin Firth parla bene l’italiano), mi sono resa conto quanto non volevo alzarmi per preparare la cena. Sentendomi un po’ pigra, specialmente dopo un pomeriggio impegnativo trascorso sul divano guardando film, non volevo sforzarmi troppo. Poi mi sono ricordata della ricetta che un’amica ha messo su Facebook l’altro giorno: la zuppetta bianca di vongole e pancetta, che secondo le istruzioni, si può preparare senza difficoltà entro trenta minuti. Affare fatto! Sono andata al sito web “Ricette Piu” per assicurarmi di avere tutti gli ingredienti necessari. Poi con l’aiuto di mio figlio, che ha sbucciato le patate, ho messo insieme questa zuppetta in tempo record, senza nessun problema. Ho servito la zuppetta con bruschetta, alcune con fette sottili di pomodori. Io ho usato tre scatole di vongole ciascuno 184g e ho anche usato il succo delle vongole dunque ho regolato la quantità d’acqua di consequenza. La parte ancora più bella? Secondo la famiglia, la zuppetta è eccellente con un buon sapore! Purtroppo non ci siano gli avanzi per domani. Ma non fa niente. Sul sito ho visto un’altra ricetta che voglio provare – zuppa di verza, che sembra altrettanto deliziosa.

Allora, la cena è stata preparata abbastanza velocemente e ora ho il tempo di continuare a riflettere se la voce del doppiaggiatore è veramente quella di Colin…vorrei credere che lo è, ma in realtà c’è minima probabilità! Boh!

Ecco la ricetta Zuppetta bianca di Vongole e pancetta:

Ingredienti per la ricetta:

  • 150g di preparato per soffritto (sedano, carote, cipolla)
  • 80g di pancetta affumicata
  • olio extra vergine di oliva
  • 800g di patate
  • 150g o 200g  vongole surgelate
  • acqua q.b. (quanto basta)
  • sale grosso q.b.
  • 1 foglia di Alloro

Preparazione della Zuppa di Vongole e Bacon di Cotto e Mangiato:

  1. Versiamo un goccio di olio extra vergine di oliva in un tegame e vi versiamo il preparato per il soffritto e la pancetta affumicata a dadini.
  2.  Mettiamo ad imbiondire sul fuoco.
  3. Peliamo e tagliamo a dadini le patate che andiamo ad aggiungere al soffritto e al bacon affumicato.
  4. Aggiungiamo un po’ di acqua a filo delle patate e poi aggiungiamo una confezione di vongole surgelate.
  5. Aggiustiamo di sale, usando quello grosso, e aggiungiamo una foglia di alloro, e lasciamo andare il tutto per una ventina di minuti.
  6. Dopo di che con un cucchiaio di legno schiacciamo le patate che si sono cotte, non usando il frullatore ad immersione per lasciare intatte le vongole.
  7. Impiattiamo in una fondina e spolveriamo con un po’ di pepe nero macinato fresco e un filo di olio extra vergine di oliva a crudo.

Se volete usare delle Vongole fresche, vi basterà cuocerle a parte e aggiungerle in un secondo momento alla zuppa di patate e bacon, ricordandovi di lasciarne qualcuna con il guscio per guarnire i piatti.


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La prossima volta qualcuno vi offre un bicchiere di Vin Santo dovreste accettarlo volentieri! Difficilissimo trovare Vin Santo negli Stati Uniti, ma facilissimo trovarlo in Toscana. Lo so perché in ogni ristorante Italiano che io frequento negli Stati Uniti chiedo sempre ai camerieri se loro hanno Vin Santo nelle loro cantine. Purtroppo ricevo sempre la solita risposta. No Signora. Mi dispiace non c’è l’ho. Poi mi spiegano che la ragione per cui non ce l’hanno ha qualcosa da fare con le regole di importazione e esportazione … bla bla bla bla. Le ragioni non sono importanti per me, solo che non è disponibile qui. Però in Toscana è possibile trovare Vin Santo, un vino oro in colore e dolce in sapore, in ogni locale ed è servito con in cantucci, un altro nome per i biscotti croccante che si mettono dentro il liquore prima di mangiarli. Secondo me, non c’è un dolce migliore dopo cena. Sì, certo potreste mangiare un bel tiramasù o una fetta di torta di cioccolato, o una panna cotta con una salsa di lamponi…ma la simplicità di un bicchiere di Vin Santo con i cantucci e davvero bello e lo scelgo sopra tutte le altre scelte ogni volta!

Vin Santo è fatto dalle uve da Malvasia o Trebbiano che sono raccolte come tutte le altre uve in Settembre o Ottobre. Tradizionalmente le uve sono lasciate di seccare e poi sono messe in barili o caratelli di castagna. Madre, un vino viscoso fatto l’anno precedente, e aggiunto per agevolare il processo di fermentazione. Vin Santo rimane dentro i barili tra due e sette anni. Poi tipicamente ogni anno verso la Pasqua il vino e imbottigliato. Ok, mi fermo qui. Questo è il più tecnico che posso essere sul soggetto di come si fa il vino. Potete ascoltare Ferdinando Guicciardini che ci racconta del ruolo del Vin Santo nella sua famiglia e come loro fanno il loro vino nel YouTube video sotto.

Quando io vedo un bicchiere di Vin Santo mi fa pensare delle cene romantiche passate nella compagnia di mio marito. La memoria più recente è di quando abbiamo passato il nostro anniversario a San Quirico in Val d’Orcia il settembre scorso. Abbiamo cenato nel giardino del Palazzo del Capitano. C’erano i suoni musicali dei nostri vicini da tavoli premurosi che parlavano Italiano in tono dolce melodioso e il leggero tintinnio delle posate sui piatti…e poi c’erano gli urli esuberanti dall’altra parte della strada da un contrade che ha vinto una gara di tiro con l’arco e che stava festeggiando in un bar. L’aria era un po’ umida e infatti più tardi durante la notte c’era un temporale grande con toni e fulmini che hanno illuminato il cielo notturno. Quella serata c’era anche il suono dei campanelli che hanno rintoccato ogni quindici minuti durante la cena. E poi c’era la sensazione calda e accogliente che avevo dopo avere assaggiato il primo sorso del Vin Santo dopo il pasto che ha consistito dei fiori delle zucche frittate e la pasta fatta in casa che si chiama pici i grossi spaghetti tradizionali della zona, conditi con ragù. Penso che sia davvero bello che solo un bicchiere di Vin Santo può farmi ricordare, così vividamente, di questo momento intimo e del questo posto incantevole. È anche la ragione per cui io continuo a cercare Vin Santo qui a casa, perché mi fa sognare di Italia!

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Il 5 di febbraio è il giorno mondiale della Nutella! Questa festa è stata iniziata da Sara Rosso, una blogger Americana che abita a Milano, che pensava che ci fossero tanti giorni in un anno, ma che nessun giorno fosse dedicato alla Nutella, la crema morbida di cacao e nocciole, che si può godere spalmata sul pane o semplicemente mangiata direttamente da un barattolo con un cucchiaio! Dunque nel 2007 è nato World Nutella Day! Quest’anno Sara mi ha chiesto di disegnare un nuovo logo per la festa e devo dirvi che per me è stato un grande onore aiutarla con il disegno. Eccolo:

Secondo Sara, la Nutella è più di una crema di nocciole al cioccolato, è uno stile di vita. Per festeggiare, lei e Michelle Fabio stanno raccogliendo le varie ricette di tutti i partecipanti in questa festa a fra poco pubblicherano i risultati sul suo blog World Nutella Day e anche su Twitter (#nutelladay).

Per il nostro contributo Francesca ed io abbiamo preparato una pizza di Nutella, e posso confermare che è stato davvero delizioso! È stato cosi buona che abbiamo quasi mangiato la pizza intera solo noi due ieri sera!

Ecco la nostra ricetta per una pizza a forma di cuore (per mostrare il nostro amore per Nutella!):

1 pacchetto di lievito
1 tazza* di acqua calda(110 degrees F/45 degrees C)
2 tazze di farina (più o meno)
2 cucchiaio* di olio di oliva
1 cucchiaino* di sale
2 chucchiaino di zucchero bianco

*cucchiaio = tablespoon
* cucchiaino = teaspoon
* tazza per una misura non è standard in Italiano ma voglio dire approssimativamente 0.237 litri (quanto acqua si aggiunge dipende sempre della consistenza del impasto)

1. Lasciar aumentare il lievito nell’acqua caldo per dieci minuti

2. Combinare la farina, olio, sale e zucchero e lievito e impastare bene, lasciare la pasta lievatare per una mezz’ora

3. Girare l’impasto su una superficie ben infarinata. Impastare in una forma rotonda, o come un cuore per formare la crosta.

4. Cucinare la pizza a 350º per una mezz’ora

5. Quando la pizza è raffreddata, spalmare con Nutella, e decorare la pizza con fragole e lamponi

Nonostante il giorno della Nutella sia passato, non importa! Secondo me, ogni giorno è un giorno per la Nutella e possiamo festeggiarlo così! Se tu hai una ricetta speciale vai sul sito di Sara e dirgle che ti ho mandato io! Buon appetito e viva la Nutella!

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Veloce veloce vengo sul blog oggi per condividere una foto che ho fatto di un piatto stupendo. Mia mamma mi ha sempre detto “non giocare con il tuo cibo a tavola!” ma non mi ha mai detto “non fare le foto del tuo piatto a tavola”. Dunque quando sono davanti a un piatto che mi fa venire l’acquolina in bocca mi viene la voglia di immortalarlo per posteri! Comunque eccolo! Una presentazione fantastica, di una ciotolina di parmagiana e dentro un risotto ai funghi squisito, che ho avuto la fortuna di mangiare…penso che sia stato a Riva del Garda (Ross può correggermi) mentre facevamo una visita alla mia cara amica che abita nella zona, il settembre scorso. Penso che tre di noi abbiamo ordinato questo piatto, mentre mio marito ha scelto una pasta. Quando il cameriere ci ha portato i nostri piatti, penso che mio marito abbia avuto un paio di rimpianti, visto che lui ha cercato di rubare alcuni bocconi del risotto e del parmigiano mentre io parlavo con gli amici e lui pensava che non fossi attenta!

Dopo che abbiamo finito di pranzare, abbiamo continuato la nostra gita dei dintorni del lago, visitando i castelli di Malcesine e di alcuni altri. É stato necessario salire sulle scale dentro ciascun castello per muoverci un po’ dopo il bel pranzo soddisfacente accanto al lago di Garda!

Ecco una ricetta per fare le ciotoline di parmigiano che si può riempire con qualsiasi cosa. Ho trovato anche una bella dimonstrazione come si può fare il cestino di parmagiano.

Ok, l’ora di pranzo è finita. Il telefono suona di nuovo e i clienti mi stanno chiamando! Fatemi sapere se qualcuno di voi ha la voglia e il talento di fare un cestino di parmigiana! Alla prossimo!

*fare venire l’acquolina in bocca = to make your mouth water
non confondere quest’espressione con
*acqua in bocca! = to keep a secret

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So che Natale è dietro l’angolo quando vedo il primo albero di Natale legato al tetto di una macchina subito dopo il giorno del Ringraziamento o quando io vedo banchi enormi di Panettoni nel supermercato. Sì, anche qui negli Stati Uniti i Panettoni, il vero e propro simbolo del Natale in Italia, sono disponibili quasi dappertutto! Un sacco di anni fa, per la prima volta ho portato un panettone a casa non immaginavo che sarebbe diventata una grande tradizione anche per la nostra famiglia. Infatti, i miei ragazzi vanno pazzi per un bel Panettone e subito dopo che io tolgo la confezione dalla  bella scatola, è l’ora di comprarne uno nuovo! Mio marito, ogni volta che va a Costco (il più grande centro commerciale all’ingrosso del paese) ritorna sempre con una pianta di Poinsettia in una mano e un bel Panettone nell’altra. Abbiamo un’abbondanza di piante, ma i panettoni scompaiono subito dopo. Penso che solo in questa stagione ci siamo nutriti di cinque Panettoni…e non è ancora Natale!

Apparentemente noi umani nella famiglia non siamo gli unici golosi di un bel Panettone. L’altro giorno, qualcuno (non voglio fare nomi) ha lasciato il Panettone molto vicino al bordo del piano di lavoro nella cucina. Quando sono entrata ho trovato il panettone per terra, quasi tutto consumato e il cane, quando mi ha visto, è sgattaiolato via con un’espressione colpevole! “Kyle” ho sgridato! (Scusate, ho detto prima che non avrei rivelato il nome della persona colpevole!) “Perché il cane sta mangiando il panettone appena comprato?” (questo detto in un tono molto dolce, naturalmente)  “Non sono stato io, Mamma! Ti giuro! Ho messo il panettone direttamente al centro del piano di lavoro.” (questo, detto nel tono meno credibile possibile!) Va be’. Peccato! Un grande spreco di un bel Panettone. Almeno il cane ha mangiato bene! Sono andata subito dopo a comprarmene un altro ancora. Gratificante però vedere che nel supermercato i banchi dei Panettoni sono pieni come mai! Sono sicura che avremo bisogno di tanti altri prima che la stagione sia finita! E chissà? Forse Babbo Natale porterà un Panettone per riempire la calza del cane quest’anno!

Un po’ di storia del Panettone. È il dolce tipico natalizio di Milano. Ci sono alcune leggende sull’origine. Una di esse riconduce la nascita del panettone all’amore tra un falconiere di Ludovico il Moro, Ugo e la figlia di un fornaio Adalgisa. Per poter vedere la sua bella Ugo decise di farsi assumere come garzone nella bottega del padre di Adalgisa, Toni, i cui affari non andavano bene. Là inventò il “pan del Toni”, “pangrande” (panettone) per risollevare gli affari aggiunse del burro all’impasto del pane, acquistato grazie alla vendita di due falconi, e creò un pane saporito a cui aggiunse in seguito uova, uvetta e cedro candito. Il pane ebbe un enorme successo e Ugo e Adalgisa poterono sposarsi.

Un’altra leggenda invece narra del banchetto preparato da un ignoto cuoco alla corte di Ludovico Sforza. Il lauto pranzo di Natale doveva concludersi con un dolce favoloso, ma il cuoco lo bruciò nel forno. A salvarlo fu un garzone di nome Toni che aveva preparato un po’ di impasto con uvetta, uova e canditi per poterlo mangiare la sera. Il dolce improvvisato fu un successo.

Ecco una ricetta per il Panettone che ho trovato su YouTube. Mangiate bene!

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Babbo Natale ti scrivo per chiederti di regalarmi dei pomodori rossi, formaggi saporiti, carne succulenta e pasta fresca! Tutto quello che voglio per Natale é di andare a fare shopping in un supermercato italiano!

L’ultima volta che sono stata in Italia sono andata a fare la spesa con la mia amica Ross a De Beni, un supermercato normale, tipico di quelli che si possono trovare dappertutto in Italia. Però per questa pazza Americana questa non è stata un’escursione ordinaria invece era come entrare in un luogo pieno di magia, un posto di splendore e di meraviglia! Per una persona abituata alle offerte spregevoli dentro i supermercati Americani…i poveri pomodori piccoli e duri, la scelta povera di formaggi e orrende carne preconfezionata, De Beni è un regno di ricchezza. Ci sono banchi traboccanti di pasta, cassette di frutta e carne che fanno venire l’acquolina in bocca e il formagggio….caspita! sembra che l’ostentazione del formaggio non avrebbe mai avuto finite mai! La mia amica pensava che io fossi davvero matta quando ho tirato fuori la mia macchina fotografica e ho iniziato a scattare  foto! Pazzesco? Non penso proprio! Penso che siano veramente foto bellissime …anzi sono le immagini deliziose anche perfettamente adatte per un biglietto di Natale (vedi sopra!!)

Dunque Babbo Natale, fammi felice. Per Natale tutto quello che voglio… è un pomodoro perfetto, come si può trovare soltanto in Italia!

Non voglio molto per Natale
C’è solo una cosa di cui ho bisogno
Non mi interessano i regali
Sotto l’albero di Natale
Voglio solo che tu sia mio
Più di quanto si possa immaginare
Fari che il mio desiderio si avveri
Tutto quello che voglio per Natale sei …Tu

Non voglio molto per Natale C’è solo una cosa ho bisogno
Non mi interessano i regaliSotto l’albero di NataleNon ho bisogno di appendere la mia calza
Li sul camino
Babbo Natale non mi renderà felice
Con un giocattolo il giorno di Natale
Voglio solo che tu sia mio
Più di quanto si possa immaginare
Fari che il mio desiderio si avveri
Tutto quello che voglio per Natale sei tu

Non chiederò molto per questo Natale
Non voglio nemmeno la neve
Aspetterò soltanto
Sotto il vischio
Non voglio fare un elenco e inviarlo
Al Polo Nord per Babbo Natale
Non voglio neppure restare sveglia per poter
Ascoltare quelle magiche renne
Perchè voglio solo che tu sia qui questa notte
Voglio che mi abbracci forte
Che altro posso fare
Baby tutto quello che voglio per Natale sei tu
Ooh Baby

Tutte le luci brillano
Così brillantemente in tutto il mondo
E il suono dei bambini
Le risate riempiono l’aria
E tutti cantano
Ho sentito suonare le campane della slitta
Babbo potresti portarmi quello che voglio veramente
Potresti portarmi il mio ragazzo …

Oh, non voglio molto per Natale
Questo è tutto quello che chiedo
Voglio solo vedere il mio ragazzo
In piedi, proprio davanti alla mia porta
Oh, Voglio solo che tu sia mio
Più di quanto si possa immaginare
Fari che il mio desiderio si avveri
Tutto quello che voglio per Natale sei …Tu
Tutto quello che voglio per natale sei tu …

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