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Archive for the ‘italian books/libri’ Category

Recentemente mi sono imbattuta per caso il nome Hilary Belle Walker. Effetivamente è stato su Twitter dove un’amica scrisse “Hillary Belle Walker riesce a strapparmi un sorriso, anche due, anche tre, anche quattro…”. Elogi davvero alti dalla mia amica esigente! Ma chi è, mi domandavo? Non avevo mai sentito parlare di questa donna e come risultato mi sentivo un po ‘indietro con i tempi. In situazioni come queste, la mia prima risposta é di tuffarmi in Google per aggiornarmi dei fatti sconosciuti. (Come ho mai fatto a funzionare senza di Google??!!)

Allora quello che ho trovato su di Hilary Belle Walker è piuttosto interessante. Sembra che lei abiti a Milano e abbia appena scritto un libro in Italiano chiamato “Case Altrui” (Cairo Editore) – questo è infatti il libro che ha la mia amica a ridere a crepapelle! Cliccando altri links di Google ho trovato un paio di video divertenti scritti da questa donna chiamati: Hilary, Chic con 1000 Euro che trattano della vita di una donna trentenne di Milano – la città più cara in Italia. Forse un autorretrato?

Bene. Hilary è una scrittrice e una comica italiana…ma no! Dai! Aspetta! Dopo aver letto un po’ di più ho trovato che Hilary è Americana, nata a San Francisco e ora abita a Milano da dieci anni. Mamma mia! Adoro già questa donna e mi sento un legame molto favorevole! Sembra una donna secondo il mio cuore e abbiamo alcune similarità; lei usa la lingua italiana per esprimersi in un modo eccentrico anche se è madrelingua inglese, come questa pazza studentessa (e se non usassi un raddrizzamento di ferro i miei capelli sarebbero uguali a la loro!) Continuare a camminare impettito, ummmm voglio dire, continuare con la mia ricerca, ho scoperto che Hilary è una libraia, ha un cane Bart che la segue come un ombra e ha cambiato appartamenti sei, sette o otto volte, ma dipende sul racconto che leggete. Con il suo
povero stipendio esiste in, quello che lei chiama, “Nouvell povertà”. Ma sembra a me che lo faccia con stile e lei trova i mezzi per restare a Milano senza mai superare il suo bilancio.

Ora voglio conoscere meglio Signorina Walker ma penso che sia necessario aspettare leggere “Case Altrui”. Infatti mia cara amica italiana mi ha promesso di spedirmelo appena che l’ha finito. Non vedo l’ora d’immergermi nel mondo unico e pazzesco di Hilary! Allora mi manca solo questo…voglio vedere più puntate di Hilary, Chic con 1000 Euro…ho trovato solo due su YouTube, se qualcuno sa dove posso trovarle…fammi sapere! Sembra che io abbia appena esaurito Google!

Ecco un riassunto del “Case Altrui” dall’Associazione Culturale EquiLIBRIUn libro che si legge in fretta, che fa ridere, piangere, pensare… Ci sono le sue disavventure come libraia che ancora non conosce i nomi di alcuni autori (anche perché magari hanno solo un nome e non un cognome) o che fa qualche gaffe con i clienti, che è stata impegnata in molti traslochi in pochi anni, che ha dovuto fare i conti con la mancanza di soldi, e con quella necessità di scrivere che lei definisce quasi una malattia, tanto la fa star male. Nel libro c’è un’umanità molto varia, si parla molto degli amici che l’hanno aiutata nei momenti più difficili, degli ex fidanzati, di una bicicletta Blu e dell’immancabile Bart, il suo cane. C’è, insomma, tutto il “pianeta Hilary”. Un mondo tutto suo dove succedono cose strane e dove almeno un  lieto fine c’è, ma non è raccontato fra queste pagine: porta un codice a barre, quello del suo primo libro!

English Version 

Altri link:

Books | Blog.it

Corriere della sera | Storia a lieto fine di una Bohémienne

Corriere della sera | Otto case in dieci anni: l’epopea di Hillary

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È uscito il nuovo film di Harry Potter. È l’ottavo e ultimo film nella serie. In preparazione di guardarlo al cinema, i miei ragazzi hanno deciso di vedere di nuovo tutti i film fin dall’inizio a casa. Per tre giorni erano davanti alla televisione guardando Harry, Hermione e Ron che stavano facendo battaglia contro serpenti, ragni, troll, draghi e Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato (il Signore Oscuro o Voldemort). Per la prima volta dopo tanto tempo, i tre ragazzi che vanno in età da 20 a 13, si stavano godendo la stessa cosa. Si erano seduti sullo stesso divano incantati di nuovo dalle storie di maghi e magia che J.K. Rowling ha tessuto prima nei suoi libri molto popolari che sono usciti nel 1997. Sarò sempre contenta che mio figlio maggiore abbia avuto l’opportunità di leggere tutti i libri prima che ci fosse un film. La sua immaginazione pura l’ha portato in avanti attraversare la seria senza avere nessun film dettare la sua visione. Comunque devo ammettere che i film sono davvero belli visualmente e sono fatti molto bene ed è sempre una bella esperienza guardarne uno.

Alcuni anni fa ho comprato il primo libro “Harry Potter e la pietra filosofale” in Italiano quando ero a Siena (perché questo è quello che io faccio quando sono in Italia…compro così tanti libri per riempire la mia valigia che non posso alzarla!) Ora lo sto rileggendo in Italiano mentre mio figlio minore sta rileggendolo in inglese. Ogni mattina controlliamo dove siamo nella trama. Mi piace il testo italiano, nonostante sia un po’ diverso della versione inglesi. Per esempio in Italiano alcuni nomi sono stati cambiati. Il maestro della scuola di Hogwarts in Italiano invece di essere chiamato Albus Dumbledore è chiamato Silente. Professoressa McGongall nella versione Italiana è Minerva McGranitt e Severus Snape è diventato Severus Piton. Anche le illustrazioni sono diversi nelle versioni Italiane.

Leggendo i libri in Italiano è un buon modo per aumentare il vocabolario, perché sono ricci di parole descrittive. State attenti però perché ci sono anche belle parole inventate dalla scrittrice, come le loro controparti inglesi, che non hanno senso fuori contesto dei libri. Ecco un breve brano dal primo libro:

“Benvenuti a Hogwarts” disse la professoressa McGranitt. “Il banchetto per l’inizio dell’anno scolastico avrà luogo tra breve ma prima di prendere posto nella Sala Grande, verrete smistati nelle vostre Case. Lo Smistamento è una cerimonia molto importante, perché per tutto il tempo che passerete qui a Hogwarts, la vostra Casa sarà un po’ come la vostra famiglia. Frequenterete le lezioni con i vostri compani di Casa, dormirete nei dormitori della vostra Casa e passerete il tempo libero nella sala di ritrovo della vostra Casa. Le quattro Case si chiamano Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde. Ciascuna ha la sua nobile storia e ciascuna ha sfornato maghi e streghe di prim’ordine.”

Siete pronti per entrare il mondo delle streghe e maghi? Allora un assaggio del nuovo film. È stato davvero eccellente! Lo so perché ho accompagnato i figli a guardarlo!

Non dimenticare di venire a trovarmi alla pagina di Facebook per Diario di una studentessa. Ogni giorno metto link interessante sull’italia. Anche se avete voglia di leggere Harry Potter di nuovo in Inglese o Italiano andate alla pagina di libri.

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L’estate è qui! La scuola è finita. Ci sono ottantacinque giorni prima che la scuola ricominci in settembre. Ma per ma non è il momento di fare una pausa, invece voglio rinvigorire la curva di apprendimento. Dunque ho deciso di rinovare la mia iscrizione per Maxmondo Incontro Italiano Audio rivista. Mi raccomando questa rivista per quelli che sono ad un livello intermedio. È un buon modo per migliorare e perfezionare il vostro italiano. Secondo me, due pollici su!

Con ogni numero di Incontro Italiano Audio rivista potete:

• Imparare informazione sulla cultura italiana

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Leggere intermedio testi italiani nel + 14 pagine illustrate rivista (file pdf): completa trascrizione audio, spiegazioni delle parole e link utili

Esercitare vostra comprensione con gli esercizi nel supplemento

Aspettate! Non è tutto!!! Ho un affare per tutti voi!!! Quest’estate è possible iscrivervi al MaxMondo Incontro Italiano qui sul sito di Diario e potete ricevere uno sconto. Riceverete un numero della rivista gratuita o iscrivervi e ricevere 20% dal prezzo per un anno di abbonamento usando codice MATTA765 (coupon valido fino a Settembre 31, 2011) ! 

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Buon incontro! Buon ascolto!

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Recentemente la mia amica Dianne Hales, l’autrice di “La bella lingua: My love Affair with Italian, the world’s most enchanting language”, ha ricevuto un grande onore “l’Ordine della stella della solidarietà” dal Presidente della Repubblica d’Italia per la sua promozione della lingua Italiana. Ecco la sua storia:

Venticinque anni fa arrivai in Italia con una sola frase: “Mi dispiace, ma non parlo italiano.”  Avevo appena scritto un libro sulla medicina del sonno ed ero in Svizzera per una presentazione. Volevo da sempre visitare “Lo Stivale” e lì decisi,  improvvisamente, di saltare su un treno per l’Italia.

Quando il treno lasciò la stazione, mi accorsi che la mia valigia era rimasta sul binario. Presa dal panico, chiesi aiuto a tutti—ma in inglese. Il conduttore mi disse, “Signorina, non c’è problema. Domani mattina a Milano.”

Tutti i passeggeri sembrarono sollevati. Ripresi posto e pensai, “Meno male, vado a Milano e il gentilissimo Signor Domani Mattina mi darà la valigia.”

Quando arrivai a Milano, fermai ogni uomo in divisa. “Signor Domani Mattina?” , “Signor Domani Mattina?” …Alla fine, un’anima pia mi spiegò, “No, Signorina, Domani Mattina vuol dire il giorno dopo oggi.”

Il giorno successivo lasciai Milano (con la valigia!) e arrivai a Firenze; ed lì era nata la mia passione per l’italiano. Sei anni fa ho iniziato la mia ricerca per un libro sulla lingua italiana. Per me il lavoro, lo sviluppo delle idee, la stesura del libro sono stati, non solo una bella sfida (come un’amica romana ha detto), ma una lunghissima dichiarazione d’amore.

La Bella Lingua: My Love Affair with Italian, the World’s Most Enchanting Language è uscito due anni fa ed è diventato un “best-seller” negli Stati Uniti, Canada e Australia.  Questo libro  ha portato nella mia vita tante bellissime cose. Ho imparato moltissimo. Ho incontrato nuovi amici. Ho scoperto un affascinante mondo nuovo. Tutto è andato sorprendentemente aldilà delle mie aspettative.

In marzo mi è stato comunicato di aver ricevuto una grande onorificenza. Il Presidente della Repubblica mi ha nominata Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà d’Italia per il contributo che La Bella Lingua ha saputo dare alla promozione dell’italiano.

La cerimonia a San Francisco sembrava un sogno. Mentre tenevo la medaglia (foto sopra) tra le mani, non riuscivo a credere che il governo italiano mi avesse voluto conferire questo meraviglioso riconoscimento. Ricevere un’onorificenza così particolare, così grande, dal governo d’Italia, mi ha commosso tantissimo.

Personalmente non mi sento all’altezza di un simile onore, e non lo considero solamente mio. L’ho accettato con profonda umiltà e gratitudine a nome di tutti coloro che considerano la lingua italiana uno dei più bei regali che il bel paese ha fatto al mondo intero. Viva l’italiano!

Potete ordinare il libro di Dianne qui sul mio blog seguendo questo link.

Visitate la mia pagine dei libri per trovare altri libri tramite Amazon e adesso potete ordinare direttamente qui da IBS Bookshop!

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Il 18 Ottobre 2010 inizierà la decima edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, organizzata dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Esteri, in collaborazione con l’Accademia della Crusca. (“Italian Heritage Week”) In onore di quest’occasione ci sono tante attività, film e iniziative correlate. Quest’anno avrà come tema: Una lingua per amica: l’italiano nostro e degli altri. Dunque la mia amica Dianne Hales, la scrittrice della “La Bella Lingua: My Love Affair with Italian, the World’s Most Enchanting Language”, ed io abbiamo deciso di festeggiare “la settimana della Lingua Italiana” con una colleborazione tutta nostra. Dopo tutto, la nostra amicizia è iniziata dalla passione che condividiamo per la lingua italiana e sta bene con il tema di quest’anno! Un po’ di tempo fa, Dianne mi ha chiesto di scrivere per il suo blog come io mi  sono innamorata della lingua. Ora Dianne scrive un guest blog per me per spiegare come mai lei si è innamorata della lingua italiana. Oggi sul suo sito Becoming Italian Word by Word si può trovare più o meno la stessa storia che lei ha tradotto in inglese! Che bello scambio! Ecco la sua storia:

Venticinque anni fa arrivai in Italia con una sola frase: “Mi dispiace, ma non parlo italiano.” Avevo appena scritto un libro sulla medicina del sonno ed ero in Svizzera per una presentazione . Volevo da sempre visitare “Lo Stivale” e lì decisi, improvvisamente, di saltare su un treno per l’Italia.

Quando il treno lasciò la stazione, mi accorsi che la mia valigia era rimasta sul binario. Presa dal panico, chiesi aiuto a tutti—ma in inglese.

Il conduttore mi disse, “Signorina, non c’è problema. Domani mattina a Milano.” Tutti i passeggeri sembrarono sollevati. Ripresi posto e pensai, “Meno male, vado a Milano e il gentilissimo Signor Domani Mattina mi darà la valigia.”

Quando arrivai a Milano, fermai ogni uomo in divisa “Signor Domani Mattina?” , “Signor Domani Mattina?” …Alla fine, un’anima pia mi spiegò, “No, Signorina, Domani Mattina vuol dire il giorno dopo oggi.”

Il giorno successivo lasciai Milano (con la valigia!) e arrivai a Firenze, dove è nata la mia passione per l’italiano.Cinque anni fa sono tornata a Firenze, non come turista, ma come studentessa di storia della lingua italiana. Grazie alla scuola della Società  Dante Alighieri, con la dottoressa Cristina Romanelli, ho potuto apprezzare  le parole di Dante, di Boccaccio, di Petrarca, di Manzoni per la prima volta.

Nello stesso periodo ho visitato l’Accademia della Crusca—con la stessa emozione di un pellegrino che giunge in un antico luogo di culto.  Lì ho incontrato l’ex-presidente Francesco Sabatini, che mi ha confessato che gli sembrava incredibile, quasi un miracolo, che una donna americana volesse scrivere un libro sulla storia della lingua italiana.

Per me il vero miracolo è che non sono da sola. Ci sono tanti—tantissimi—stranieri che adorano la lingua e la cultura italiana. L’anno scorso ho creato un sito web—becoming italian punto com–e  in più di duecentotrentemila  l’hanno visitato.

I visitatori non sono solo americani, ma vengono da tutto il mondo, dall’Irlanda al Kuwait, dalla Russia alla Cina, alle Maldive.  Il mio libro è stato pubblicato in Australia in maggio — ed è  al terzo posto nelle classifiche dei libri di viaggio.

Ci sono sessanta o sessantadue milioni di locutori di madrelingua italiana L’italiano è al diciannovesimo posto fra le lingue maggiormente parlate al mondo, mentre è al quarto posto—dopo l’inglese, lo spagnolo e il francese—come lingua più studiata.

Perchè cosi’ tanta gente vuole imparare l’italiano?  Un professore americano ha una sua teoria: in molti pensano che  l’italiano sia bello, divertente e, in inglese, sexy.  ’E ‘- aggiunge – “Non c’è niente di male in questo!”

Io concordo pienamente!

Molti lettori del mio libro o del mio blog mi scrivono della loro passione per la lingua italiana. Una lettrice si è auto-descritta come un’anima italiana intrappolata nel corpo di un’anestesista tedesco-americana del New Hampshire.

Un uomo ha scritto che studia l’italiano perchè è la cosa che più si avvicina al canto. Agli italo-americani la bella lingua ha dato l’opportunità di scoprire nuovi aspetti della loro eredità culturale.

Per me la ricerca, lo sviluppo delle idee, la stesura della Bella Lingua sono stati, non solo una bella sfida (come un’amica romana ha detto) ma una lunghissima dichiarazione d’amore. Per me, soprattutto, un grandissimo onore.

Quando tutto è cominciato, avevo solo intenzione di studiare e parlare una lingua nuova. Ma ho finito per imparare qualcosa di  più delle parole e della grammatica.

Cinque anni fa in occasione di un piacevole incontro, il gentilissimo dottor Enrico  Paoletti, il direttore della Società  Dante Alighieri a Firenze, mi rivelò la sua teoria sul perchè tante persone vogliono studiare l’italiano.

“Cercano il vero segreto italiano,” mi ha detto. Cioè: l’arte di vivere.

Penso che abbia proprio ragione.

Viva l’italiano!

Grazie Dianne per le tue belle parole!! Noi appassionati della bella lingua veramente vogliamo scoprire l’arte di vivere attraverso la lingua e con ogni nuova parola, frase e pezzo di grammatica che impariamo, diventiamo un  po’ più italiano! Per festeggiare questa settimana Dianna ha anche un concorso per vincere sette libri in inglese che trattano dell’Italia. Ne ho parlato prima nel blog “Fare passaparola“.


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Da quando mi sono abbonata a “Oggi” (la rivista Italiana) sembra che ogni altro giorno io riceva un nuovo periodico. Qualche volta ricevo due riviste in un giorno. (La posta è molto erratica sia in American che in Italia!) Oggigiorno c’è un tema comune in ogni edizione…il fascino per Fini, Elisabetta Tuliani e la sua famiglia. L’altro ieri ho cercato di capire meglio la situazione politica, e la storia di Fini e famiglia. Nonostante mi abbia fatto girare la testa, ho provato (coraggiosamente) di parlare un po’ di questo nel blog precedente! (Grazie per la vostra pazienza!) Dopo la mia immersione in quel pasticcio, ero alla ricerca di un bell’intervallo e ne ho trovato uno nelle novelle di Luigi Pirandello, un autore Italiano che ha vinto il premio Nobel di letturatura nel 1934. Dunque salto dalla politica, abbastanza per farci piangere, a Pirandello, un autore italiano con uno stile di scrivere profondo e sentimentale, che ci fa piangere per ragioni completamente diverse!

Pirandello fu un drammaturgo, scrittore e poeta italiano nato nel 1867 in Sicilia e nei primi anni della sua vita ha vissuto in un villaggio stranamente chiamato “Kaos”. La mia amica Angela, che é recentemente ritornata dalla Puglia, mi ha suggerito leggere alcune sue storie di lui che lei ha trovato on-line. Assolutamente mi è piaciuto leggere le storie di Pirandello. Penso che avesse un dono per scegliere parole bellissime per descrivere semplici situazioni e attività consuete di povere gente e di persone normali. Per cominciare ho scelto la storia “Prima Notte” che mi è piaciuto moltissimo e poi l’ho letto ad alta voce insieme con Angela tramite uno dei nostri incontri settimanali su skype. Ecco un breve riassunto della storia:

Questa novella è dominata dal tema della sofferenza e si svolge durante l’arco di una giornata. Marastella, rimasta orfana di padre da poco è costretta a sposarsi con un uomo più vecchio di lei, vedovo che non ama. Costui (Lisi Chirico) è il guardiano del cimitero e si risposa malvolentieri in quanto è ancora molto legata alla moglie defunta, sulla cui tomba piange regolarmente. A sua volta, Marastella aveva perso in un naufragio non solo il padre ma anche l’uomo amato. Dopo una triste cerimonia nuziale ed un matrimonio senza festa e pieno di lacrime, i due sposi si ritrovano la prima notte di nozze a piangere ognuno su una tomba del piccolo cimitero.

Il riassunto sopra impallidisce paragonato alla storia originale, che comincia: quattro camice, quattro lenzuola, quattro sottane, quattro, insomma, di tutto.  E quel corredo della figliuola, messo su, un filo oggi, un filo domani, con la pazienza d’un ragno, non si stancava di mostrarlo alle vicine. Roba da poverelli, ma pulita” La storia continua in un modo dolce e delicato. Alla fine della storia, che racconta la prima notte di matrimonio di Marastella e Lisi Chirico, Angela ed io eravamo entrambe distrutte e gli occhi erano umidi! Mentre asciugavamo le lacrime agli occhi pensavamo… che bello il potere di uno scrittore nel fare questo effetto a due donne così tanto cresciute!

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Questo è il titolo del libro in inglese scritto da Stieg Larsson. In Italiano il titolo è tradotto così: “Uomini che odiano le donne“. Non so perché i titoli sono cambiati frequentemente in altre lingue, forse per le ragioni culturali, ma a me il titolo originale di questo libro svedese sembra più affascinante. Recentemente toccava a me di scegliere il prossimo libro per il mio book club. Me l’ha fatto conosciuto nel primo caso, la mia amica Giselle che abita in Umbria. Se non lo già sapete, Giselle e suo marito Mark fanno le escursioni di vino in Umbria chiamato “Gusto Wine Tours”. Ho letto su facebook di Giselle che a lei è piaciuto moltissimo il libro di Larsson. Mi è incuriosita e pensavo che avrebbe fatto per una bella discussione vivace per il mio gruppo.

Le pagine di Larsson sono piene di tantissimi dettagli completi. Davvero gli piace mettere tanti dettagli  per descrivere i luoghi e le persone per stabilire la trama. Per esempio, c’era un paragrafo intero per delineare il Mac Computer perferito usato dalla protagonista! Come risultato pensavo che le prime pagine del libro facessero andate un po’ lentamente. Però verso pagina cento la storia è diventata molto interessante e ho letto il resto in un baleno! Non potevo girare le pagine più velocemente. L’ho portato con me durante un viaggio che ho fatto in aereo recentemente e mentre lo leggevo le cinque ore tra San Francisco e Philadelphia hanno sciolto via. Stavo ancora leggendo il libro dopo che l’aereo si è fermato e gli altri stavano raccogliendo i loro bagagli dai compartimenti sopra i sedili!

Ho trovato il protagonista, Lisbeth Salander, la ragazza con il tatuaggio di un drago, simpatica nonostante che nel libro non lo sia. Invece è una ragazza difficile, sola nel mondo, che ha sofferta molto nella sua giovane vita. Però è una genialoide e fuori dalle righe e ha un talento per hacking e per investigare che rendono il suo carattere molto interessante. La storia diventa più intrigante quando lei incontra Mikael Blomkvist, un giornalista economico, caduto in disgrazia e guai, e i due combinano i loro forzi per risolvere una vecchia indagine dagli anni sessanta. Insieme trovano la chiave al mistero della famiglia di Henrik Vanger e la scomparsa della sua nipote Harriet. La storia è molto complicata e tratta di spionaggio finanziaria, nazismo, la guerra mondiale, l’abuso delle donne, terrore inquietante, rapporti strani e amicizie forti. Non è una storia per i deboli del cuore.

Ora non vedo l’ora di leggere i prossimi libri nella trilogia: “La ragazza che gioca con fuoco” e “La regina dei castelli di carta”. Le storie continuano con i personaggi di Lisbeth and Mikael mentre loro affrontano nuovi delitti insieme. Bene! Voglio sapere più della ragazza con il tatuaggio!

Tutti i libri sono disponibile tramite IBS (Internet Book Store) in italiano.

I tre libri ora sono già in cinema. Ecco i trailer in italiano di tutti tre film.

Trailer italiano: Uomini che odiano le donne

Trailer italiano: La ragazza che giocava con il fuoco

Trailer italiano: la regina dei castelli di carta

genialoide = chi mostra ingegno vivace ma stravagante
fuori dalle righe = outside of the norm
tatuaggio = tattoo
in un baleno = fare qualcosa molto presto

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L’altro ieri ho fatto un post su Audrey Hepburn. Sembrava giusto di seguirlo con un nuovo post che trattasse della collezione dei fumetti italiani, in cui il personaggio principale è una criminologa sosia di Audrey. Non sapevo nulla di questi fumetti, prima che la mia amica Ella, che abita a Urbino, me li facesse conoscere. Lei è un fan di Dylan Dog, ma recentemente preferisci anche leggere le avventure di Julia. Mi sono incuriosita per questo personaggio, che assomiglia a Audrey e volevo leggere questi giornali a fumetti. Dunque nella mia mania tipica …umm, volevo dire “maniera” tipica, li ho trovati on-line e li ho ordinati. (Mi sono detta che vale la pena spendere un po’ di soldi per i fumetti italiani, dopotutto è il minimo che io posso fare in nome della ricerca per un reportage per i miei lettori!) In questo momento sto leggendo “Gli occhi dell’abisso” e devo dirvi che lo trovo molto divertente.

Julia Kendall è una nuova eroina moderna, che insegna criminologia all’universtià e aiuta come consulente, la procura e gli agenti della polizia locale. Lei abita a Garden City in New Jersey, non lontano da New York. (Immagino che Garden City , per gli Italiani, sia un posto affascinante, però io sono qui per dirgli che veramente non lo è!) Le storie di Julia sono come film “noir”. Sono meno macabre e fantastiche di quelle di Dylan Dog, però sono anche ricche d’inquietudine e tensione. Le scene sono realistiche con un po’ di violenza grafica, quasi come un documentario che non finisce felicemente, e neanche per sogno, fatti per i deboli del cuore. Però il tono è ironico e sofisticato e i personaggio sono simpatici e le illustrazioni grandi.

Giancarlo Berardi, il creatore di Julia, scrive questi fumetti da 1998. Ha confessato di usare l’immagine di Audrey perché si è ricordato dei suoi primi amori infantili (e nessuno dimentica il primo amore, vero!) In un’intervista con Paola Mordiglia per Narcomafie (December 2000) Bernardi le ha raccontato: “di quanto sia importante, per chi scrive con voce di donna, coltivare la propria parte femminile, che oggi lui identifica con la fantasia creativa. Mi dice, prima di congedarmi, che questa creatura che gli fa compagnia, comincia a diventargli indispensabile. Quando gli chiedo se anche lui sia innamorato di Julia risponde con un sospiro: perdutamente.”

Usare le immagine di Audrey Hepburn, Berardi fa un ponte tra cinema e fumetti. La carattere della sua eroina è intelligente, indipendente, elegante e fragile, come la nostra vera Audrey. Il personaggio di Julia non si presenta come una dea del sesso o un proponente di arti marziali. Non infatti, la sua forza viene dalla sua abilità di capire bene le altre e per risolvere i misteri mettendo insieme piccoli dettagli del delitto che gli altri individui non vedono. Però secondo Berardi, scrivere da punta da vista di una donna, non è mai senza problemi. “Per un uomo, compenetrarsi nella psicologia di una donna è come scandagliare un mistero affascinante e terribile; entrare in un mondo alieno e imparare a interpretarne il linguaggio”.

Ma dai Signor Berardi! Noi donne siamo tutte guidiziose e di buon senso! Che cosa c’è da non capire o amare! Alieni! Figurati!

Dal articlo di afNews: Domenica 28/9/2008 una descrizione del personaggio di Julia:

Con la stessa forza d’animo con cui ha superato le difficoltà della vita (ha perso i genitori in tenera età, ha una sorella fotomodella spesso alle prese con la droga, e una nonna anziana ricoverata in un ospizio), Julia affronta il suo lavoro, e i criminali, se non col sorriso sulle labbra, certo con un senso di rabbia verso quanto di brutto la società le pone davanti. Ama suonare il pianoforte, detesta le armi (meglio quando occorre la sua borsetta con dentro un portacenere d’alabastro da scagliare contro i nemici), rifiuta la violenza e preferisce incalzare i banditi con la logica dei suoi ragionamenti, perché crede più nell’efficacia delle parole che nei colpi di pistola. Nelle oltre 120 indagini in cui è stata coinvolta (alla collana mensile vanno aggiunti gli almanacchi e gli speciali), Julia è venuta in contatto con tutto il male del mondo: banditi da strapazzo, mariti gelosi, affaristi e truffatori, poveri scippatori e ricchi malvagi e spietati che i vari disegnatori hanno raffigurato con realismo. Insomma si può dire che la serie di Julia, depurata della parte fantastica, è un preciso ritratto della realtà odierna. Anche se è sempre indaffarata, Julia ha una piccola vita privata: è single, ma non disdegna il corteggiamento, che può essere quello disinteressato di Leo, un investigatore privato che ogni tanto l’aiuta, o quello più convincente di Webb, un tenente quarantenne che segretamente l’ama, ma timido e titubante. A casa l’aspettano Emily, governante nera che sembra uscita da Via col vento, e Toni, una gattona dispettosa e giocherellona che svolge le funzioni di un antidepressivo. Julia infine ha un pessimo rapporto con la tecnologia: detesta i cellulari e si ostina a non cambiare la sua vecchia auto, che ogni tanto la lascia per strada. Ma, al di là di questo, è una donna moderna, perfettamente inserita nella società e amata da tutti, soprattutto dai lettori. Carlo Scaringi]


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Non sto parlando dell’amore famoso di Brad e Angela o di Madonna e Guy Ritchie. No infatti, sto parlando di un’altra coppia, che nonostante abbia tanto più in comune con la vera Madonna, era quasi scandalosa come le coppie moderne. Io intendo Fra Filippo Lippi, un monaco dell’ordine Carmelitano, e suo amore Lucrezia Buti, una novizia al convento di S. Margherita di Prato.

Fra Filippo fu un pittore importante del quattrocento che godette della protezione e il sostegno dei Medici di Firenze. Dalla famiglia Medici, Fra Filippo ricevette commissioni importantissime, compreso una commissione per un altare per il re di Napoli. Sandro Botticelli fu uno dei suoi studenti più notevoli e nelle linee eleganti della figura di Salome, dipinto di Fra Filippi per gli affreschi della Cattedrale di Prato, puoi vedere lo stile simile, allungato e delicato, che ha influenzato Botticelli.

Secondo Vasari, la prima persona a fare un racconto delle vite dei pittori italiani, nel 1456 Fra Filippo fu a Prato dove lavorò sugli affreschi della cattedrale. Vasari ci racconta che il monaco aveva la tendenza a fare le scappatelle con le donne e di avere avventure romantiche. Mentre era a Prato, accettò anche un’altra commissione alla chiese di S. Margherita di Prato e fu la’ che lui incontrò e si innamorò della bella Lucrezia Buti, la figlia di Francesco Buti, un Fiorentino commerciante di seta. Dopo la morte dei suoi genitori, Lucrezia e venne mandata a Prato e fu messa sotto la protezione delle sorelle di S. Margherita. Fra Filippo, dopo averla vista al convento la prima volta, seppe che il volto di Lucrezia sarebbe stato perfetto per la modella della Madonna dei suoi altari. Dunque, alle sorelle lui chiese il permesso per Lucrezia di venire dalla sua bottega, dove lui avrebbe potuto fare il suo ritratto.

Questo è dove la storia diventa interessante. Non sappiamo se lui veramente la rapì durante l’occasione della processione della Sacra Cintola a Prato, o se lei rimase con lui di propria volontà. Però secondo leggenda, i due ebbero in un rapporto sessuale, e le sorelle della S. Margherita non riuscirono a ricuperare Lucrezia dalle mani di Fra Filippo Lippi. Il risultato fu un figlio, Filippino Lippi, che diventò un pittore quasi famoso come suo padre. È detto, dopo un lungo periodo, che il papa Pio II, grazie all’intercessione di Cosimo de’ Medici, finalmente concesse a Fra Filippo un’esenzione per sposare Lucrezia e per regolarizzare la loro posizione. Prima di ricevere la notizia però, secondo un altro racconto, il monaco fu avvelenato. È difficile credere a questa storia, però sappiamo che Lucrezia, ebbe un’altra figlia con Fra Filippi e secondo pettegolezzi, lui continuò di avere le avventure d’amore con altre donne. Non penso che a Lucrezia piacquero questi avvenimenti perchè vissero per un po’ insieme come una coppia, e poi lontani, in citta’ diverse. Filippo è sepolto a Spoleto, con un monumento per onorarlo, costruito da Lorenzo il Magnifico.

Chissà se tutta questa storia sia una diceria del Vasari. Infatti Vasari pubblicò la storia di Lucrezia e Fra Filippo quasi cento anni dopo gli avvenimenti. Peró la leggenda è bella materia per tessere una storia deliziosa, e questo è esattamente quello che le scrittrici Laurie Albanese e Laura Morowitz hanno nel loro romanzo: The Miracles of Prato. Ho visto il libro nella libreria all’aeroporto, mentre ritornavo a casa dopo la vacanza. L’ho comprato e l’ho letto velocemente sull’aeroplano.

Mi è piaciuta la storia (è scritta in inglese e cosparsa con le parole italiane) pero’ secondo me, i personaggi di Filippo e Lucrezia sono un po’ piatti e bidimensionali e il furfante, il Priore Generale Saviano, è un po’ come i personaggi cattivi che si trovano nei film muti degli anni venti. Però penso che le scrittrici abbiano reso bene il senso dei tempi di Fra Filippo e Lucrezia e si siano ben documentate sulla vita degli artisti, i frati e le suore chi sono vissuti nel quattrocento in Italia. Hanno anche alluso alla storia della Sacra Cintola della Madonna, quella che è considerata la reliquia più preziosa di Prato, per rendere la storia di Lucrezia e Fra Filipo più misteriosa e interessante. Ma la cosa che mi ha colpito è che entrambi Filippo e Lucrezia erano orfani e come altri orfani del quattrocentro, erano vittime dei loro tempi, costretti di cercare la protezione della chiesa ad un’eta’ molto giovane. Probabilmente è stato contro i loro desideri, la loro volontà e la loro vera natura di assumere i mantelli della chiesa, però non avevano altre piste da fare. Ecco perché i due si sono ribellati contro il sistema rigido del quattrocento e hanno seguito le loro passione cercando di costruire una vita normale di un marito e moglie.

Discussione della pittura Madonna e bambino con due angeli negli Galleria degli Uffizi

Un link alla versione Italiana della storia di Fra’Filippo Lippo scritto da Vasari

Veronica Bartoletti legge dalle Vite di Vasari di Fra Filippo Lippo dentro il duomo di Prato.

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Ci sono cose nel buio che ci fanno male. Ci sono mostri e morti ambulanti che cercano di ucciderci. Ci sono posti scuri e terrificanti che non dovremmo mai entrare se vogliamo vivere un altro giorno. C’è solo un uomo che può proteggerci dai nostri incubi. Il suo nome è Dog. Dylan Dog. Il suo lavoro: indagatore dell’incubo. Abita a 7 Craven Road a Londra, però viaggia spesso nella zona del crepuscolo. Non ci crede nelle coincidenze ed è affascinato dalla paura. Con il suo compagno Groucho, scivola dentro il mondo dell’orrore e del surrealismo per risolvere i misteri e i segreti dell’aldilà per salvarci dallo sconosciuto.

Dylan Dog è il personaggio che è stato creato da Tiziano Sclavi, un scrittore italiano nel 1986. Il primo fumetto chiamato “L’alba dei morti viventi” era disegnato, da Angelo Stano, ed è stato un grande successo. Da allora, il personaggio di un’uomo senza il becco di un quattrino, vestito sempre in una camicia rosso, una giacca nera e blu jeans, che suona il clarinetto e non beve mai alcol, continua ad avere avventure che fa venire i brividi ed ad essere il più popolare fumetto venduto in Italia.

Ho scoperto i fumetti di Dylan Dog nel 2006 quando ho partecipato in un chat su Impariamo.com. Un uomo d’Inghilterra ha fatto un post interessante, descrivendo quest’indagatore dell’incubo che abita a Londra, e mi ha incuriosito. Ho comprato il mio primo fumetto da Internet Book Shop e nonostante ero terrificata dopo aver letto il primo fumetto, subito dopo sono diventata un’ammiratrice. Ora ho una piccola collezione dei fumetti di Dylan Dog.

Dal punto di vista di una grafica, mi piacciono le immagini e il modo in cui le illustrazioni sono disegnate. Dal punto di vista di qualcuno che impara la lingua, penso che le storie siano divertenti e facili da seguire. Dal punto di vista di qualcuno che si interessa nella psicologia, le storie di Sclavi sono piene di fantasia e raccontano cose fantastiche, strane e incredibili. Però le storie anche ci mettono di fronte alle nostre segrete paure ed ai nostri incubi, con un ineguagliabile ironia. Scalvi ci insegna che proprio con la satira e la nostra abilità di ridere alle nostre paure, possiamo scioglierci i nostri orrori e renderli ridicoli come le fantasie dei suoi fumetti.

Dylan Dog un anti-eroe? Non affatto, “semplicemente un uomo” disse Sclavi. “Un uomo che non è come tanti gli altri, che non rifiuta lo sconosciuto ma cerca invece di infiltrarsi dentro per capirlo meglio, specificamente quando un mistero ed un orrore sono sepolti profondamente dentro l’inconscio”.

Ho trovato questa striscia di Dylan Dog con la musica e il testo inserito di Claudio Baglioni e voglio condividerlo con voi:

altre immagini di Dylan Dog

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