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Archive for the ‘amici italiani’ Category

30 Days of Indie Travel Project Day 12: “MEANINGFUL CONNECTIONS – Travelers meet dozens, of new people on every trip. They may stay in your life forever or be forgotten the next day. Tell about a time you felt a powerful connection to another person while traveling.“ : To Read the blog in English click here

30 Giorni di Indie Travel Project Oggi è giorno 12 del progetto e il tema è: “Rapporti importanti fatto durante un viaggio.”

Secondo me, viaggiare è tutto di effettuare i collegamenti. Non sto parlando di fare un collegamento d’aereo o di saltare a bordo un treno giusto prima che spingesse fuori da una stazione, ma invece sto parlando di effettuare i collegamenti personali. I viaggiatori da natura condividono un legame forte. Siamo curiosi, siamo avventurosi, siamo pronti per andare fuori la nostra zona di comfort. Dunque c’è sempre un cameratismo tra un gruppo dei viaggiatori che si trova allo stesso albergo, nello stesso scompartimento del treno, o davanti alla stessa fermata d’autobus. È sempre facile fare conversazione con queste compatriote di viaggi. Non c’è mai una mancanza di argomenti. “Di dove siete?”…“Dove andate domani”… “Che cosa avete visto oggi che potete raccomandarci vedere domani?”…”Volete cenare insieme?”… “Andiamo al bar per un caffè”...e così via. Viaggiare cambia la velocità in cui facciamo amicizie. Possiamo farle in poco tempo, paragonato alla vita quotidiana. Possiamo collegare e sviluppare amicizie che durano per anni dopo le vacanze sono finite sulla base delle nostre esperienze condivise. Non c’è male che abbiamo Facebook per tenerci tutto in contatto!

Dunque questo blog è dedicato a tutti gli incontri speciali che abbiamo fatto durante i nostri viaggi e a quelli che abbiamo ancora da fare. Qualche di voi ho incontrato per caso in Italia, altri di voi ci siamo incontrati attraverso internet e poi in persona. Siete tutti grandi e fate l’esperienza di viaggiare più piacevole. Guardando tutte le foto, mi fa ricordi belli momenti abbiamo trascorso insieme. Sono molto commossa che ho il grande piacere di conoscere tutti voi. Viaggiare è fantastico quando è condiviso con gli altri e gli amici sono i più bei regali con cui potete ritornare a casa dopo le vacanze.

Charlene è Pete Gridley ci siamo incontrati per la prima volta nelle cinque terre a Vernazza. Lei è una grafica come me e lui un fotografo. Charlene ed io condividiamo una passione per la lingua italiana! Ci siamo incontrati qui negli stati uniti e abbiamo programmato d’ incontrarti di nuovo in italia!

Anna e Dave Porter ci siamo incontrati sulla costiera Amalfitana al albergo Onda Verde. Che bell’avventura! Ci siamo andati a Capri insieme…e abbiamo bevuto tante bottiglie di vino insieme!

Claudio Maraniello e Lara Gargs Ci siamo incontrati prima su Impariamo e poi durante il soggiorno sulla costiera Amalfitana. Sono venuti a trovarci a Praiano da Napoli nonostante il traffico serale! Una serata davvero grande! Abbiamo cenato insieme e abbiamo parlato fino a tardi. Non vedo l’ora di vederli qui in California uno di questi giorni!

Rossella e Massiamo Balestrini Rossella ed io ci siamo incontrate per la prima volta alcuni anni fa nel forum d’Impariamo. Subito dopo siamo diventate amiche e ora la considero una sorella. Incontriamo spesso su skype e facebook e sono fortunata di avere visitato lei e suo marito Massimo, un artista di talento, alcune volte a casa loro a Lago di Garda.

Gabriele Moschini Ci siamo anche incontrati nel forum d’Impariamo e poi in persona a Parma per un pranzo con Monica Gallini.  Abbiamo trascorso un pomeriggio a Parma con Gabriele come il nostro guida. È una fonte d’informazione!

Le donne di Milano! Durante il nostro soggiorno al agriturismo a Mantova abbiamo passato un po’ di tempo con queste donne carine e le loro ragazzi, che hanno scappato Milano per godersi la compagna di Mantova. Ogni mattina abbiamo fatto conversazione vivace mentre facevamo la colazione. Quel weekend piovoso abbiamo visitato gli stessi posti e ogni volta che ci siamo incontrati a Mantova o Verona c’erano grandi sorrise e abbracci per tutti.

La Dalla Ricca famiglia Abbiamo visitato i suoceri dei nostri amici di Milano a Mantova e ci hanno accolto calorosamente. Abbiamo trascorso un bel giorno visitando la fabbrica di Grana Padano e la zona intorno a Mantova.

Serena Carresi Serena, un’italiana che segue il mio blog. Quando ero a Cortona improvvisamente ho sentito il mio nome. È stata Serena che mi ha riconosciuto! Era con la sua mamma e ci siamo abbracciate e abbiamo avuto una bella riunione davanti alla gelateria! La mia famiglia era un po’ incredula che qualcuno mi avrebbe riconosciuto nel mezzo d’italia!

Gli amici d’Umbria!!!! Sembra che io conosca questi amici d’anni. Ma infatti ci siamo incontrati prima su Facebook. Le ultime due volte che siamo andati in Italia abbiamo fatto una gita in Umbria per vederli. Loro sono molto affettuosi e ogni volta fanno una cenone per noi! Siamo così fortunati di conoscere: Giselle e Mark Stafford, Gabriele Cruccolini e Federica Lorenzoni, Letizia Mattiacci e suo marito Rüd, Helen Yuen, e Rebecca Winke

La famiglia Mirabile. La famiglia di Francesca (la nostra studentessa di cambio/figlia italiana!) Abbiamo passato una bella settimana con la famiglia in Puglia l’estate scorsa! Vittorio, papà di Francesca è un uomo fantastico e ha fatto tutto per noi. Ha anche trovato un trullo in cui potevamo vivere! Tutti i zii e cugini sono stati grandi e con loro ci siamo divertiti un mondo.

Vita e la famiglia Gentile. Vita é l’amica di Francesca e ora anche una cara amica di me. Ci incontriamo spesso su Skype, ma quest’estate in Puglia ci siamo incontrate in persona per la prima volta e abbiamo trascorso un giorno meraviglioso al mare insieme!

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Recentemente mi sono imbattuta per caso il nome Hilary Belle Walker. Effetivamente è stato su Twitter dove un’amica scrisse “Hillary Belle Walker riesce a strapparmi un sorriso, anche due, anche tre, anche quattro…”. Elogi davvero alti dalla mia amica esigente! Ma chi è, mi domandavo? Non avevo mai sentito parlare di questa donna e come risultato mi sentivo un po ‘indietro con i tempi. In situazioni come queste, la mia prima risposta é di tuffarmi in Google per aggiornarmi dei fatti sconosciuti. (Come ho mai fatto a funzionare senza di Google??!!)

Allora quello che ho trovato su di Hilary Belle Walker è piuttosto interessante. Sembra che lei abiti a Milano e abbia appena scritto un libro in Italiano chiamato “Case Altrui” (Cairo Editore) – questo è infatti il libro che ha la mia amica a ridere a crepapelle! Cliccando altri links di Google ho trovato un paio di video divertenti scritti da questa donna chiamati: Hilary, Chic con 1000 Euro che trattano della vita di una donna trentenne di Milano – la città più cara in Italia. Forse un autorretrato?

Bene. Hilary è una scrittrice e una comica italiana…ma no! Dai! Aspetta! Dopo aver letto un po’ di più ho trovato che Hilary è Americana, nata a San Francisco e ora abita a Milano da dieci anni. Mamma mia! Adoro già questa donna e mi sento un legame molto favorevole! Sembra una donna secondo il mio cuore e abbiamo alcune similarità; lei usa la lingua italiana per esprimersi in un modo eccentrico anche se è madrelingua inglese, come questa pazza studentessa (e se non usassi un raddrizzamento di ferro i miei capelli sarebbero uguali a la loro!) Continuare a camminare impettito, ummmm voglio dire, continuare con la mia ricerca, ho scoperto che Hilary è una libraia, ha un cane Bart che la segue come un ombra e ha cambiato appartamenti sei, sette o otto volte, ma dipende sul racconto che leggete. Con il suo
povero stipendio esiste in, quello che lei chiama, “Nouvell povertà”. Ma sembra a me che lo faccia con stile e lei trova i mezzi per restare a Milano senza mai superare il suo bilancio.

Ora voglio conoscere meglio Signorina Walker ma penso che sia necessario aspettare leggere “Case Altrui”. Infatti mia cara amica italiana mi ha promesso di spedirmelo appena che l’ha finito. Non vedo l’ora d’immergermi nel mondo unico e pazzesco di Hilary! Allora mi manca solo questo…voglio vedere più puntate di Hilary, Chic con 1000 Euro…ho trovato solo due su YouTube, se qualcuno sa dove posso trovarle…fammi sapere! Sembra che io abbia appena esaurito Google!

Ecco un riassunto del “Case Altrui” dall’Associazione Culturale EquiLIBRIUn libro che si legge in fretta, che fa ridere, piangere, pensare… Ci sono le sue disavventure come libraia che ancora non conosce i nomi di alcuni autori (anche perché magari hanno solo un nome e non un cognome) o che fa qualche gaffe con i clienti, che è stata impegnata in molti traslochi in pochi anni, che ha dovuto fare i conti con la mancanza di soldi, e con quella necessità di scrivere che lei definisce quasi una malattia, tanto la fa star male. Nel libro c’è un’umanità molto varia, si parla molto degli amici che l’hanno aiutata nei momenti più difficili, degli ex fidanzati, di una bicicletta Blu e dell’immancabile Bart, il suo cane. C’è, insomma, tutto il “pianeta Hilary”. Un mondo tutto suo dove succedono cose strane e dove almeno un  lieto fine c’è, ma non è raccontato fra queste pagine: porta un codice a barre, quello del suo primo libro!

English Version 

Altri link:

Books | Blog.it

Corriere della sera | Storia a lieto fine di una Bohémienne

Corriere della sera | Otto case in dieci anni: l’epopea di Hillary

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La mia cara amica Silvia recentamente mi ha chiesto di scrivere qualcosa per il suo blog Trippando. e ho accettato l’incarico con entusiasmo. Silvia ha proposto che l’argomento dovrebbe trattare di una gita che ho fatto o un locale che ho visitato durante una delle mie vacanze in Italia. Facilissimo pensavo io! Sono un’americana di San Francisco e pensavo di sapere una cosa o due su viaggiare nel bel paese! Oltre a vivere a Firenze per quasi un anno mentre ero una  studentessa, faccio le vacanze in Italia con mio marito quasi ogni anno. Cerchiamo di visitare una nuova parte di Italia che non abbiamo visto prima. Siamo fortunati di aver passato le vacanze a Roma, Milano e Venezia e anche in piccoli paesi come San Quirico in Toscana, Bardolino sul lago di Garda e Locorotondo in Puglia. Mi
trovo bene in Italia e sempre l’esperienza é unica e speciale. Però è stato molto difficile scegliere solo un posto di scrivere e così ho deciso di parlare di un altro tipo di viaggio, cioè il mio viaggio d’imparare la lingua italiana.

Per ogni viaggio c’è una data di partenza… e non è stato differente per quanto riguarda il mio inizio dell’ imparare l’italiano. E’ stato quasi dieci anni fa, tre mesi dopo la nascità del terzo bambino. Sono una grafica e lavoro per conto mio. Ho un marito amorevole, e in quel tempo due ragazzi piccoli e un neonato. Pensavo di avere quasi tutto il necessario per avere una vita felice. Ma mi rendevo conto che c’era qualcosa che mi mancava. Avevo la sensazione di dover realizzare ancora qualcosa prima che fosse troppo tardi. Poi mi è venuto gradualmente in mente quello che mi mancava. Volevo conoscere l’Italiano! Volevo scoprire il significato di parole come “meraviglioso”, “zanzare” e “arzigogolato” e volevo essere in grado di usare queste parole per conversare in una lingua che non era la mia madrelingua.

Come mai l’Italiano voi mi chiedere? Lasciatemi spiegare. Quando ero una studentessa ho studiato la storia dell’arte e ho dipinto a Firenze. Durante il soggiorno fiorentino ho imparato un’infarinatura della lingua, ma quando sono ritornata a casa ho buttato via il dizionario italiano pensando di non averne più bisogno. Anni dopo, parole italiane continuavano a rotolarmi per la testa e mi vergognavo di non avere una comprensione più profonda del linguaggio. E proprio così è nato il mio percorso per approfondire la comprensione della lingua. Ho comprato un biglietto per un viaggio che fino ad allora non avrei mai immaginato di fare.

Sono contenta di dirvi che il giro stia ancora proseguendo, senza scioperi o deragliamenti. Ho vagato in lungo e in largo da quel giorno, da quando ho aperto il libro di grammatica per principianti, al momento in cui ho deciso di scrivere un blog Diario di una studentessa matta, in Italiano. Con ogni chilometro che faccio, il viaggio diventa sempre più gratificante. Si dice chela destinazione di un viaggio non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose e penso che sia vero. So che ho più d’imparare prima che io parli un Italiano perfetto, ma nel corso del mio viaggio incontro gente
fantastica
 che mi arrichisce e non posso immaginare la vita senza di loro. Ho legami stretti con persone da Milano alla Calabria e una comprensione migliore dell’Italia e degli italiani. Ora quando io vado in Italia posso parlare con la baronessa alla Tenuta Lupinario  in Toscana della origine del suo castello; posso visitare con la gente del marketing la fabbrica dei Baci Perugina ed assistere a una delle loro lezioni di cucina; posso discutere in merito dei vini con il il vinaio a Montalcino e posso seguire la conversazione di un tartufaio in Umbria; su Skype posso chiacchierare con una fanciulla in Puglia e posso ridere come una pazza, bevendo vino, nella cucina degli amici di Garda. Conosco Silvia proprio perché ho deciso di intraprendere questo viaggio. E per questo posso scrivere questo articolo per lei in Italiano!

Il mio viaggio ha avuto una data di partenza, ma non penso mai di fissare un appuntamento per il ritorno. Invece, voglio che questo viaggio continui senza fine. Chissà dove mi porterà nel futuro … é non vedo l’ora di sapere!

English Version

 

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È un bellissimo pomeriggio solare di Ottobre e mi trovo a Los Gatos alla galleria di “La Gioia“, in compagnia di sei altre persone appassionate dell’italia. Siamo venuti, non solo per parlare in Italiano, ma per imparare la vecchia tecnica di fare una maschera veneziana. La nostra maestra è Carla Almanza-de Quant, un’artista nata in messico da genitori italiani. Carla alla età di venti anni è andata a Firenze per studiare con Agostino Dessi un maestro sullo stile autentico del 16˚ e 17˚secoli. Sotto c’è un video in cui Professore Dessi racconto un po’ di se stesso e il suo lavoro.

Allora nella grande tradizione delle atelier italiane, io sono un apprendista delle tecniche artistiche tramandate dai maestri fin dall’epoca di Casanova e Carlo Goldoni! Questi due uomini, a proposito hanno avuto molto da fare con le maschere; Goldoni era l’uomo che ha inventato la Commedia dell’Arte e la ragione per cui le maschere sono diventate così popolari a Venezia…e Casanova usava spesso la pratica di nascondere il suo volto dietro una maschera per evitare guai con qualche marito geloso.

Carla ha imparato il suo mestiere molto bene dal suo maestro ed è ora pronta a condividere i suoi segreti con noi. Con la musica barocca dolcemente in sottofondo, la nostra maestra ci spiega i passi necessari per rendere bella una maschera. Questo laboratorio si concentra solo sull’arte di disegnare e decorare le maschere. Per avere un’esperienza che inizia fin dalzero avremmo avuto bisogno di costruire la forma della maschera dalla cartapesta. Per fare questo ci sarebbero voluti tre giorni di lavorazione. Invece Carla aveva a nostra disposizione una selezione delle maschere senza decorazione che lei ha fabricato con materiale di buona qualità, come veniva fatto nel passato.

Anche se non abbiamo passato tre giorni imparando il mestiere, noi apprendisti intrepidi abbiamo lavorato per sei ore creando le maschere veneziane. La lezione ha anche incluso come aggiungere la foglia d’oro. Sì! abbiamo usato oro vero! Poi abbiamo imparato come applicare una patina per “invecchiare” le maschere con un lavaggio di vernice color marrone. Nelle fasi finali abbiamo scelto i nastri e le finiture per assemblarli al orlo delle maschere. Per il tocco finale abbiamo imparato come di dipingere le fiorisce  e i turbini d’oro, che rendono le maschere proprio barocco!

Se volete partecipare nei prossimi laboratori di Carla potete contattare Kathy Winkleman la proprietaria di “La Gioia Company”. A proposito, c’è un link qui sul blog per ricevere uno sconto per i workshop e i prodotti offerti da “La Gioia”.  È stata una bella esperienza lavorando con altri artisti, chiacchierando in Italiano e imparando le vecchie techniche delle maschere Veneziane. Potete indovinare che cosa sarà il mio costume quest’anno per Halloween?



Un racconto di Agostino Dessi un maestro del autentico stile16˚ e 17˚ secolo delle maschere veneziane.

Versione inglese / English Version: Quando io scrivo un blog, scrivo sempre la prima bozza in italiano. Qualche volta ci sono due o tre bozze! Poi dopo aver pubblicato un blog faccio le correzioni e continuo a modificare alcune cose (di solito sono le preposizioni che continuano a darmi fastidio)!

Mio marito vuole leggere il blog e mi chiede spesso per una traduzione. Anche se lui potrebbe farlo su google io penso che le traduzioni tramite Google qualche volta siano schifose. Dunque faccio un esperimento e cerco di fare una traduzione del mio blog in inglese. In questo modo potreste anche leggere le parole inglese se avete alcuni dubbi…vediamo un po’ come va!

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Quando eravamo in Puglia abbiamo mangiato spesso i taralli, i piccoli croccanti spuntini tipici del sud italia. Sono davvero buonissimi e prima di partire volevo acquistarne un po’ da portare a casa. Avrei dovuto tenere la bocca chiusa, ma mi sono lasciata sfuggire questo desiderio agli amici. Non potete immaginare quanto generosi e accoglienti sono gli amici con cui abbiamo passato la vacanza. Hanno preparato cene incredibili e hanno organizzato eventi davvero speciali per noi. Qualsiasi cosa che volevamo fare, erano pronti per renderlo possibile. Quindi in retrospettiva non era certo fuori discussione che non avrebbero cercato di soddisfare il mio ultimo desiderio prima di ritornare a casa.

Allora il giorno in cui eravamo previsti di lasciare Puglia, prima che io fossi in grado di trovare un forno per comprare i taralli, mia amica è arrivata con suo padre con un sacco grande dei Tarallini. Che carino pensavo io! Poi è arrivata la famiglia con regali per ciascuno di noi, che includevano ancora più sacchi dei Taralli. Davvero generoso pensavo io! Eravamo quasi per scappare in macchina, quando zia Guisy è arrivata con due grandi sacchetti di taralli ancora caldi, che ci portava da un fornaio di buona reputazione in zona! La generosità non ha limiti pensavo io, mentre cercavo di trovare posto nelle valigie per tutti i taralli!

Eccoci qua, di nuovo a casa e ci stiamo ancora godendo quello che rimane dei taralli da Puglia. Non ci posso credere ma la raccolta è quasi finita. Shhh! State zitti. Non dire niente agli amici in Puglia, altrimenti sono sicura che arriverà  un camion alla nostra porta, pieno dei taralli ancora calda, consegnato direttamente da Puglia.

Per fare dei tarallini Pugliesi a casa seguite questa ricetta dal sito: Ricette dal Mondo

Questa è la classica ricetta dei tarallini pugliesi, profumati e croccanti, fatti in casa e come sempre in maniera che tutti possano farli senza difficoltà!!! Li ho già fatto più volte e prima di pubblicare la ricetta ho voluto farla eseguire ad una persona che di cucina non ne mastica tanto per testarne la semplicità ed eventuali dubbi nell’esecuzione!!! Adesso mi direte voi cosa ne pensate. Buon lavoro !!!

Preparazione: Se non gradite i semini di anice potete farne a meno, oppure potete usare altri aromi come sesa, peperoncino, origano o addirittura scaglie di cipolla disidratata. A voi la scelta! Come sempre Buon Appetito.

1. Versate la farina in un recipiente, aggiungete il vino, l’olio e il sale e i semini di anice.

2. Impastate fino ad ottenere una pasta elastica e omogenea.

3. Lasciatela riposare coperta da un tovagliolo.

4. Intanto portate ad ebollizione dell’acqua leggermente salata in una pentola capiente.

5. Accendete il forno e portatelo a 200° C.

6. A questo punto cominciate a formare dalla pasta dei bastoncini della grossezza di un dito mignolo e della lunghezza di circa 8-10 cm, e poi richiudeteli su se stessi sovrapponendo le due estremità e schiacciandoli col dito in modo da sigillarli.

7. Prendetene una decina per volta e immergeteli nell’acqua bollente e ritirateli con una schiumarola appena vengono a galla.

8. Sistemateli su un conovaccio ad asciugare per qualche minuto.

9. Prendete la piastra del forno e rivestitela di carta da forno e adagiatevi uno vicino all’altro i taralli, infornateli nella parte centrale del forno VENTILATO per 15 minuti circa o fino a quando non saranno dorati uniformemente.

10. Se non usate il forno ventilato la cottura sarà un po’ più lunga, comunque tenete sempre in considerazione il colore ambrato che devono raggiungere.

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Galleggiando nel mare di Puglia mi sento perfettamente felice. Sopra di me c’é un cielo blu senza nuvole. Sulla spiaggia c’e un sacco di gente sdraiata in sedie, precisamente ordinato in file, sotto ombrelloni di vari colori. Prima di questa visita in Italia ho visto le foto come gli italiani dividono la spiaggia come primo immobiliari, ma questo è la prima volta vedere questa pratica in persona. Penso che sia molto più gentile e civile prenotare uno spazio sulla spiaggia per il giorno, paragonato alla grande confusione che che si può trovare su ogni spiaggia in America dove invece c’è la pratica “primo arrivato, primo servito”. Su una spiaggia italiana non si deve preoccupare se, per esempio, dopo aver giocato nelle onde e si vuole prendere una pausa dal sole a un ristorante nella zona, che lo spazio sarà preso da un altro durante l’assenza. No, infatti! Questo spazio con ombrellone sulla sabbia è il vostro dominio, comprende ogni castello che decidete di costruire, fino a quando il sole tuffa nel mare.

Al mare il tempo sembra di rallentare. Il ritmo dolce delle onde mi seduce e il rombo delle acque e le gride dei bambini felici intorno a me mi fanno felice. Posso passere ore e ore così. E infatti riesco a staccarmi e pensare di niente, godendomi questo momento perfetto! Poi dopo alcune ore, la pancia comincia a brontolare e qualcuno suggerisce che è l’ora di andare a pranzo… dopotutto sono le due di pomeriggio. Lasciamo la spiaggia, ancora bagnati e pieni di sabbia, con i capelli tutto in disordini e andiamo in un posto carino lungomare chiamato “Il Punto” a Torre Canne con un bel panorama dell’acqua. Questo giorno pranziamo come dei re. Per antipasti ci sono cozze, polpi, seppie e frittate con gamberi. Come primi piatti ci sono cavatelli allo scoglio e un risotto a frutti di mare. Come secondo c’è Triglie al cartoccio e un’Orata al forno e frittura di calamari. Prima degli antipasti, siamo presentati con le Triglie e L’Orata così possiamo approvare la selezione prima della cottura. Poi alla fine assaggiamo sorbetto di limone.

Quando l’ultimo piatto è tolto dalla tavola, (e ce ne sono tanti!) il sole è più basso nel cielo e ci rendiamo conto che sono le cinque. Abbiamo passato tre ore a pranzo! Le ore di un giorno passate al mare in Italia sembrano di sciogliersi e io perdo la cognizione del tempo. Torniamo al mare e i nostri ombrelloni per passare qualche ora in più rilassante, pensando di nulla. La luce cambia e le ombre diventano più lunghe. La gente sulla spiaggia comincia a partire per casa lasciando le sedie vuote. Ma io non ho voglia di partire. Continuo a godermi tutta la bellezza e continuo a galleggiare nelle onde. Sorrido a mia amica accanto e lei sorride a me. Poi lei mormora a me attraversa le onde queste belle parole: “dolce far niente” (the sweetness of doing nothing) Sorrido di nuovo! Finalmente sto vivendo questo bel concetto. Sì, posso abituarmi a questa vita e questo dolce far niente!

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Siamo di nuovo a casa dopo la vacanza italiana. Questa volta abbiamo portato con noi tutti tre figli. Ho tante cose di raccontare ma sinceramente non sapevo dove d’iniziare! Poi ho ricevuto questo messaggio da mia amica Rossella stamattina:

Allora Melissa raccontami tutto ti prego! Se hai voglia e tempo dimmi come è stata l’esperienza Italia per i tuoi figli…si sono stancati? Si sono divertiti? Come è andata in Puglia?

Le mie risposte alle sue domande sembravano un punto perfetto per lanciare i miei racconti:

Ah Rossella, è stata un’altra vacanza favolosa! Ci siamo divertiti un mondo. Anche per i ragazzi è stata una bella esperienza. La parte migliore tuttavia è stato che i ragazzi hanno viaggiato con noi questa volta e tutti noi abbiamo condiviso l’esperienza di stare in Italia insieme. Dunque per la prima volta dopo il ritorno non è stato necessario cercare le parole giuste per descrivere tutto quello che abbiamo visto o di sforzarci a spiegare a loro quanto bella è l’italia. Ora possono capire meglio l’italia, perché l’hanno vista con i loro occhi. Hanno pranzato per tre ore e hanno assaggiato piatti che non sembravano di finire mai! Hanno sentito i buon odori di pane fresco e i cappuccini caldi. Hanno camminato tra gli scavi e hanno guardato su per vedere bene le capelle barocche. Ora loro capiscono le cose che le parole non riescono a descrivere.

A Ryan, il mio figlio maggiore, è piaciuto molto Roma e il foro romano. Gli è anche piaciuta la grande confusione di Roma; tutte le macchine e il traffico e le fontane barocche e le piazze piene di gente. A Michael invece, il mio figlio secondo, sono piaciute le città più piccole di Toscana come Orvieto e Cortona e le loro vie strette. Infatti mi ha detto che lui potrebbe vedersi vivere in Italia in un piccolo paese. Magari ritornerà un giorno per studiare in Italia. A Kyle, il figlio minore, è piaciuto il  mare di Puglia, il gelato, la festa di S Rocco e gli fuochi artificiali e l’esperienza unica di stare per una settimana in un trullo.

La cosa più sorprendente per mio marito ed io era che è stato molto più facile viaggiare con tutta la famiglia di quello che immaginavamo. Avevamo alcuni dubbi prima di partire, dopotutto siamo una famiglia piuttosto testarda e tutti noi siamo molto indipendenti. Però i ragazzi hanno dimostrato tanta energia e la voglia di esplorare le città e hanno anche  mostrato un nuovo interesse per la lingua italiana!

Ora a casa a San Francisco c’è tanta confusione. Stiamo disfacendo le valigie e stiamo lavando i vestiti. Fra poco i ragazzi ritornano a scuola e io ritorno a lavoro. Nel fra tempo i ragazzi hanno nuova voglia di giocare al video game “Assassins Creed 2” per rivisitare tutti i posti in Toscana dove sono andati!

Nei prossimi giorni qui sul blog continuo a raccontare le storie del nostro soggiorno recente in Italia. Vi posso garantisco…ce ne sono tante!

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