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Archive for maggio 2010

Maggio è il mese per festeggiare il ritorno della primavera; il momento giusto per celebrare l’amore e la promessa di nuovi inizi. Quando ero bambina festeggiavamo il primo Maggio in modi semplici. Tessevamo strisce di carte per fare cestini piccoli in cui mettavamo i fiori e le caramelle. Li lasciavamo davanti alle porte dei nostri vicini di casa. Suonavamo il campanello e poi, nascosti dietro i cespugli e facendo risatine, abbiamo spiavamo i nostri amici mentre raccoglievano i nostri piccoli regali.

In Italia festeggiano Maggio e la primavera in modi grandiosi, espressivi e creativi. Ci sono più colore, più drama (ed accidenti!), più fiori! Sin dall’inizio di Maggio, sto leggendo i post degli amici che abitano in italia, che parlano delle parate, delle cerimonie spettacolari e di concorsi in atti di destrezza…e sì, gli uomini che si vestono in calzamaglia! Accipicchia!

Nelle Marche, vicino a Urbino, puoi goderti il palio della rana; uomini vestiti in costumi medioevali, spingono carriole con una rana, in una prova quasi impossibile da finire!

A Ferrara puoi guardare la gara degli sbandieratori; uomini anche in costume che manovrano con precisione e destrezza i drappi in uno spettacolo che rappresenta uno spicchio di storia.

In Umbria c’è la bella festa di Calendimaggio. La gente di Assisi fa uno spettacolo indimenticabile e immaginativo, con costumi deliziosi, che sembrano di essere più parte di una scena di un film storico, invece dalla vita moderna delle persone comuni. Sono stata colpita immediatamente dalle immagini di questa festa, fatte da un nuovo amico Alessandro Rosa, che abita ad Assisi. Tutte le foto pubblicate qui, sono state fatte da lui. Gli ho chiesto il permesso di pubblicare le foto e lui ha gentilmente acconsentito. Grazie di nuovo per il tuo lavoro magnifico Alessandro! Hai catturato la bellezza della festa in foto che sono emotive e intense.

La storia di Calendimaggio si ispira rivalità tra la “Parte di Sopra” e la “Parte di Sotto” di Assisi e può essere tracciata indietro alle famiglie Nepis e Fiumi nell’età medioevale. Per più di duecento anni ci fu una faida sanguinosa tra le famiglie, fino a quando il governatore papale, Giovanni Andrea Cruciano, riorganizzo la città in tre contrade. D’allora, l’ostilità svanì e oggi è rimasta solo una sana concorrenza. Ma che concorrenza! Ci sono costumi del rinascimento e la Parte di Sopra e la Parte di Sotto di Assisi prendono parte in gare, spettacoli teatrali, concerti, balli e parate. Anche loro hanno i loro sbandieratori! Alla fine, uno delle contrade vince il premio “il Palio”. I perdenti giurano di ritornare l’anno prossimo per riprovare di nuovo. Quest’anno i vincitori sono stati da la “Parte di Sotto” (come nel due anni passati!)

Rebecca Brigolante, che abita vicino a Assisi e gestisce Brigolante Guest Apartments, mi ha raccontato che la parte più bella per lei è il suono dei tamburi durante il cortei. Il rumore è così forte che l’eco riverbera lungo tutto il corpo. Un veterano partecipante e dirigente del Calendimaggio solennemente le ha detto: “Tolgono la paura della morte”! Lui continuava dicendo che il suono del tamburo ci fa fare le cose corraggiose (o forse stupide) e per questo hanno usato i tamburi per alzare l’adrenalina e accelerare le palpitazione del cuore degli uomini che stavano per entrare in battaglia. Ci fa pensare che è anche la ragione per cui i ragazzi moderni guidano come pazzi quando ascoltano i ritmi del disco o hard rock sulla radio in macchina!

Infatti secondo i partecipanti Assisani (abitanti di Assisi), “L’idea del calendimaggio è quella di festeggiare la primavera, non solo il risveglio della natura ma anche dei sensi, una sorta di inno alla vita e alla giovinezza. Nonostante sia una festa di oltre 60 anni è sentitissima dai giovani che la identificano come il periodo dell’anno in cui si è più predisposti all’amore e al piacere carnale. Questo è citato chiaramente nell’inno che apre ufficialmente il calendimaggio, famoso tra tutti gli assisani, che è: “Echo la primavera che l’ cor fa rallegrare, temp’è d’annamorare e star con lieta cera…” (Spring has come to cheer up all hearts it is time to fall in love and to be in merry humour)
E se la primavera non riesce nel suo compito, ci si può sempre affidare alle taverne che con fiumi di buon vino contribuiranno ad abbassare le inibizioni.
(Gabriele Cruccolini di Umbria Lovers mi ha procurato questo da alcuni dei suoi amici di Assisi!)

Grandi spettacoli! Costumi che mozzano il fiato! Concorsi e gare! Che bel modo per festeggiare la gioia e tutti i miracoli della primavera. Mi viene la voglia di mettere una corona di fiori e danzare attorno al palo di maggio!

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Prendi il tuo materassino, la tua cinghia e il tuo blocco! È l’ora per fare un po’ dello yoga! Lavoriamo duramente imparando nuovo vocabolario italiano e nuove strutture complesse di grammatica (congiuntivo imperfetto può scombussolare chiunque), e adesso abbiamo bisogno di rilassarci. Propongo che tu chiudi gli occhi, svuoti la mente e respiri. Vogliamo togliere lo stress e sgombrare la via per serenità e tranquillità… per prepararci per il prossimo livello dell’illuminazione per quanto riguardo il passato remoto!

Effettivamente faccio lo yoga due o tre volte alla settimana. Lo trovo un modo splendido per sgombrare la mente, diminuire lo stress ed aiutare il sistema cardiovascolare. Le posizioni di bilancio sono importanti per mantenere controllo sopra il corpo e per la stabilire concentrazione e focalizzare la mente.

L’altro giorno mentre facevo la mia pratica, cercavo di pensare in italiano e ho provato di tradurre le parole della maestra in italiano. Questo non è facile visto che nella pratica di yoga ci sono tante frase indiane e tante delle frase si continuano ad usare in inglese anche se la classe è insegnata in italiano. (Una maestra italiana che insegna lo yoga in Italia, mi ha detto questo). Per esempio, nella lingua indiana la posizione “piegare verso il basso come un cane” è adho mukha svansana o downward facing dog in inglese… e loro dicono lo stesso in italiano. Per il mio esercizio, communque ho cercato di tradurre tutto quello che potevo nonostante anche gli italiani usino le banale parole inglesi!

Allora! Cominciamo la nostra pratica. Prima, vieni a stare alla cima della tua materassino. Piega il corpo in avanti abbasando la testa e toccha la terra con le mani. Alza a punto medio con la schiena piatta e guarda in avanti. Poi piega di nuovo e tocca la terra con le mani di nuovo. Balza le gambe indietro. Fai la posizione di tavola per cinque respirazioni. Cammina i piedi verso le mani e fai “adho mukha svansana” o piega verso il basso come un cane. Dopo alcuni secondi balza la gamba destra in avanti. Con le mani insieme gira il corpo alla destra dal grembo e resta il gomito sul ginocchio. Respira. Inspira. Espira. Alza e raddrizza il corpo ed allungha le braccia sopra la testa. Metti le mani insieme e le porta davanti al centro del cuore. Namaste. Ti onoro.

Ho cercato una lista dei nomi delle posizioni in italiano ma non l’ho trovata. Dunque, ecco la mia traduzione di alcune espressioni:

posizione del piccione = pigeon pose

posizione del uccello del paradiso = bird of paradise

posizione di salma = corpse pose = savasana (la mia posizone preferita!)

raddrizzare = straighten

tuffare come giù come un cigno = swan dive

rotolare la caviglia = rotate the ankle

balzare verso = come into a lungh

piegamento = squat

bilanciare verticale sulla testa = head stand

posizione del corvo = crow pose (mettere i ginocchi dietro le braccia piegate sui gomiti, alzare i piedi e incrociarli alle caviglie, stare così in una posizione di bilancio, come nella foto sopra)

Ho sentito che in italia lo yoga sta diventando molto popolare. Ci sono tanti centri dello yoga che puoi frequentare e se tu vai a Milano, Roma o Lecce puoi visitare questi centri. (Metto alcuni link qui su blog solamente perché io penso che sia uno spasso leggere in Italiano degli servizi che questi centri offrono. Non posso raccomandare  questi posti personalmente, però se qualcuno sa di un bel centro in italia, fammi sapere!)

Ho anche trovato un video in Italiano che spiega i meriti di Bikram Yoga a Roma. Io non faccio questo tipo di Yoga caldo. Faccio invece lo stile di yoga chiamata Vinyasa Yoga o Yoga fluido…io sudo abbastanza bene nella mia classe e non ho bisogno di fare yogo in una stanza di 105˚F o 40.5˚C! Comunque ho trovato il video interessante e volevo condividerlo qui.

Per sentire il vocabolario di un allenamento di movimento e bilancio simile a yoga ecco un altro video:

Fare yoga in aereo!

Nota importante!
Respirare = breath, Ispirare = Breath in, Espirare = Breath out.
Esalare = l’ultimo respiro (prima di morire) interessante perché in inglese non c’è una parola per l’ultimo respiro, diciamo “the last breath” per distinguere tra “esalare” e un respiro normale!
Aspirare = succhiare

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Forse hai questo problema. Quando tu parli in italiano o in qualsiasi lingua straniera, la mente si blocca. Forse hai un vocabolario grande e tu sai bene la grammatica, però quando tu cerchi di parlare, le parole ti sfuggono e hai difficoltà a ricordare la parola adatta nel momento giusto. Sembra che non ci sia una connessione tra il cervello e la bocca. È come una paralisi e il risultato e che tu balbetti come un idiota. Odio quando questo accade.

Per tante persone cambiare da una lingua ad un’altra non è facile come accendere un interruttore. Essendo americana, la mia mente, per la maggiore parte, è sempre piena di pensieri in inglesi (eccetto in quei bei momenti  quando dormo e io sogno in italiano). La chiave per parlare più naturale quindi, è trovare modi in cui possiamo rilassarci e scoprire metodi per “riscaldare” la mente e aprire nuove “piste” tra i neuroni del cervello. Secondo me, per avere un ritmo e una cadenza naturale e per ricordare parole spontaneamente, dobbiamo trascorrere più tempo pensando nella lingua che vogliamo parlare.

Dunque dato che il mio desiderio di comunicare in italiano è  incrollabile e ostinato, oggi ho deciso di parlare e pensare solamente in italiano. Pensereste che sia un po’ difficile, visto che nessuno in famiglia parla in italiano, però ho un ascoltatore avido e paziente nel mio cane, anche se lui non ha nessun’altra scelta, perché lo tengo in ostaggio con il guinzaglio. Poverino! Quindi questa mattina sono uscita con l’idea di parlare ad alta voce in italiano con lui, di tutto quello che avrei visto mentre camminavamo. Avevo in mente di annotarmi le parole che non riuscivo a ricordare facilmente o che non sapevo affatto, mentre facevo uno sproloquio.

Ecco alcuni dei miei pensieri…

Sto camminando con il cane. Andiamo, andiamo…C’e’ un fiore viola con i petali lunghi e nel centro del fiore c’è giallo… è  non so come si chiama il fiore in italiano…merda! Che schifezza non posso ricordare il nome in italiano! (Ho controllato il dizionario quando sono ritornata ed era un “Iris” = “Iride o Giaggiolo”).

Stiamo passando davanti a un parcheggio non fatto di cemento o mattone, ma invece pieno di …come si chiama “gravel” -ah  sì, ora me la ricordo… la parola giusta è “ghiaia”. Non si dice “concreto” per “cemento” come in inglese…”concreto” è per le idee, cemento e per il materiale usato per costruire gli edifici.

Dall’altra parte della strada c’e’ un’anziana donna indiana che mi sta salutando. Ha un maglione rosso sopra il suo sari.

Sto passando vicino ad un giardino con una bella rosa rossa. Ci sono le rose rosa e ci sono le rose rosse. Sembra uno scioglilingua! C’e’ un’amica che mette sempre gli scioglilingua sulla sua pagina di Facebook. Devo controllare la pagina quando ritorno e sarò davanti il computer di nuovo.

Il cane sta tirando forte il mio braccio….temo che mi tolga il braccio fuori dalla mia…come si chiama questa, la parola non è “ascia” (hatchet)… ma…sì  “ascella” (armpit)!

Questo cane mi fa impazzire. Deve fermarsi ogni due minuti per fare la pipi…nella “seppia” (cuttle fish)…no, questa parola non va bene…intendo “siepe” (bush). So che c’e’ un’altra parola per “siepe”….questa sarebbe…. sì, “cespuglio”. Ricordo la frase inglese “to beat around the bush” come si dice in Italiano….devo controllare quando ritorno a casa…(Ma infatti in italiano non si dice: “battere intorno la siepe ma invece: Smettila di tergiversare e vieni al punto)

Forse questo dialogo non ha totalmente senso, però è una piccola parte della corrente dei pensieri che ho avuto durante la mezz’ora di camminata con il cane. Mi sono sforzata a lasciare indietro inglese o quasi per alcuni minuti. La pratica mi ha sblocatto la mente e mi ha riscaldato il cervello faccendolo più agile. Mi ha costretto a scegliere le parole e le frasi giuste in italiano, con calma e senza un dizionario.  L’ho trovata un bel allenamento! Cerco di pensare più spesso in italiano in questo modo. Magari, mi aiuta a parlare meglio in una conversazione più “normale”.

Allora, ora me ne vado in palestra! Domani scriverò delle parole italiane che uso durante l’ora dello yoga! Mi raccomando….cammina cammina e pensa in italiano!

Cammina Cammina di Amedeo Minghi – questa è una canzone che sento tutta la volta sulla radio. Quando scrivevo questo blog mi è venuta in mente!

Divieni via via più vicina
Sorride e affianca il mio passo
Che impervia è la strada ma non è sbagliata restiamo vicini
La vita è una sfera che corre e che va
E? la meglio che c?è
Per me
Per me che vivrei tutto il tempo a parlare di te
A parlare di te
Cammina cammina
Divieni via via più vicina
Io sono con te per la vita
Lo stesso che penso di te
Se potessi indovinare il tuo dolore
Non soffriresti mai
Ogni volta che ti trema troppo il cuore
Con me respirerai
Io di difenderei
Io di difenderei
ti difenderei
Sai che lo farei
Cammina cammina
Sei qui con la testa e ti sento
Non conta più niente che noi siamo il resto
La nostra è una storia che è fatta d?amore
Andremo lontano non è un?avventura
Se sono con te
La mia memoria diventa per sempre così
Quella meglio che c?è
Per me
Per me che ho passato la vita a pensare di te
A pensare di te
Cammina cammina
Divieni via via più vicina
Io sono con te per la vita
Lo stesso che penso di te
Se potessi cancellare tutto il male
Tu non sapresti mai
Non importa s?è domenica o natale
Con te mi troverai
Io di difenderei
Io di difenderei
Ti difenderei
Lo sai che lo farei
?sei verso di me
Cammina cammina?
Se potessi cancellare tutto il male
Tu non sapresti mai
Non importa s?è domenica o natale
Con te mi troverai
Io di difenderei
Io di difenderei
Ti difenderei
Sai che lo farei
?sei verso di me
Cammina cammina?

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• Votatemi!

Votazione per Lexiophile’s Top 100 Language Blogs comincia oggi. Se ti piace questo blog, Diario di una Studentessa Matta, votami! Prendi anche alcuni momenti per controllare gli altri blog che sono stati nominati; Lexiophiles fa un buon lavoro compilando i blog migliori, che tratta della lingua e i podcast per la sua concorrenza ogni anno. Ci sono tanti bei blog in questa lista!!! Evviva la lingua!

La concorrenza mette i blog in quattro categorie: Language LearningLanguage TeachingLanguage Technology, and Language Professionals. Diario di una Studentessa Matta e stato nominato per “Language Learning”.  Puoi votare per solo un blog in ciascun categoria! Clicca sul link a destra : o seguire questo link:

LexioPhiles Top 100 Language Blogs 2010 – Vote for Language Learning

Vote the Top 100 Language Learning Blogs 2010

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Voting for Lexiophile’s Top 100 Language Blogs starts today! If you are a fan of Diario di una Studentessa Matta, vote for this blog! Also, take a few moments to check out some of the other nominated blogs; Lexiophiles does a great job of compiling the best language blogs and podcasts for their contest every year.

The contest places language blogs into 4 categories: Language LearningLanguage TeachingLanguage Technology, andLanguage Professionals. Diario di una Studentessa Matta was nominated under Language Learning. You can vote for one blog in each category. Click on the button on the right : or follow this link:

LexioPhiles Top 100 Language Blogs 2010 – Vote for Language Learning

Nota:

Imperativo: plurale – votatemi!

Imperativo: singolare – votami!

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Abito in California, in una città vicino a San Francisco, mille miglia lontano dall’Italia. Nella mia città c’è un bar country western si chiama Saddle Rack (Rastrelliera della sella). È un posto non troppo grande, che si gode una certa notorietà per essere un locale dove si può ballare line dancing, bere birra ed ascoltare la musica country western. Di solito, per andare in questo locale particolare, la gente si veste in blu jeans, stivali (meno male senza speroni), i gilè di seta e i cappelli da cowboy. Secondo me, lo spettacolo per la maggiore parte, non è la banda sul palco, ma la folla sulla pista da ballo. Non ci vado spesso –  di solito, non mi viene in mente spesso l’idea di ballare come un cowboy. Insomma penso di esserci andata solo tre volte minima in vita mia. Dunque, immaginate la mia sorpresa quando, tre anni fa, un’amica mi ha telefonato per darmi la notizia che Zucchero sarebbe arrivato dall’Italia poco tempo dopo e aveva in mente di fare un concerto in questo luogo insolito! Chi avrebbe mai pensato che un cantante italiano, di una certa fama, avrebbe cantato in questo locale così poco famoso!

Subito dopo aver sentito la notizia, ho fatto un accordo con gli amici e abbiamo comprato i biglietti per andare insieme allo spettacolo. Dal primo momento in cui siamo arrivati davanti al Saddle Rack e abbiamo incontrato la rock star Zucchero, faccia a faccia, usciva dalla limousine, abbiamo capito che questo serata sarebbe straordinaria e anche un po’ surreale. Infatti, quella sera il locale era vuoto di cowboy da taverna (honky tonk) ed invece, era pieno di gente italiana raffinata dalla Silicon Valley. Fuori i cappelli di cowboy e gli stivali, dentro le scarpe di cuoio e le sciarpe eleganti di Armani. Gli Italiani sono venuti da San Francisco e ogni angolo della California del nord, ansiosi di sentire una voce familiare dalla loro patria.

Quando Zucchero è arrivato sul palco, il pubblico affettuoso è diventato pazzo! A causa delle dimensioni piccole del locale, tutti noi eravamo molto vicino al palco. Durante la serata era quasi possibile stendere le braccia per toccare il cantante con le mani. Mentre Zucchero cantava, tutti hanno ballato e hanno oscillato insieme. Lo spettacolo è durato per quasi due ore e dopo il concerto ho avuto un nuovo apprezzamento per il cantante Zucchero, che è venuto miglia e miglia per trovarci in California, al locale chiamato Saddle Rack, situato soltanto pochi passi da casa mia.

Nota:  si dice:
• i gilè DI seta (non “i gilè da seta”)
• “solo tre volte IN vita mia (non “nella” vita mia)
• Chi avrebbe mai pensato che un cantante italiano, di una certa fama, AVREBBE cantato in questo locale cosi’ poco famoso!  (io invece, ho sbagliato e ho usato congiuntivo passato “AVESSE cantato” )
• LA rock star  (non il rock star)
• “situato soltanto pochi passi DA casa mia (non “dalla casa mia”)

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Oggi, 9 domenica è la festa della mamma! Spero che tutti voi avrete l’opportunità di stare con le vostre madri e darle un’abbraccio grande. Voglio ringraziare la mia mamma specialmente. Lei abita lontano da me, ma continua ad essere un’amica e la migliore sostenitrice .

Insomma è stata la mia mamma che mi ha insegnato tante belle cose, come cucinare, leggere e che mi ha portato all’estero per la prima volta. Mi ha sempre fatto sentire ben coccolata e ben amata. Lei è una donna molto organizzata e capace di fare quasi tutto, e sono sicura che se lo avesse voluto, avrebbe fatto un bel CEO di qualsiasi compagnia. Invece, era una casalinga, ben istruita e raffinata, e capo della famiglia! Lei aveva sempre bel consiglio per me e nonostante le nostre differenze e il fatto che entrambe noi siamo testarde, mia madre, mi ha fatto provare cose che, se non fosse per lei, non avrei mai avuto il coraggio o la risolutezza di fare.

È stata mia mamma che mi ha incoraggiato a seguire la carriera nel campo dell’arte. Quando avevo solo dodici anni, un pomeriggio come tanti altri, stavo disegnando con una matita un mazzo di fiori che era in un vaso al centro del tavolo. Ricordo bene il momento quando mia madre, sbirciando dietro la mia spalla, ha esclamato “Ma che bello! Sei un’artista! Doveresti andare in cartoleria per comprare un blocchetto per conservare tutti i tuoi bozzetti!” Le sue parole mi hanno fatto un’grande impressione e mi hanno nutrito la prima speranza di essere un’artista. Ero lusingata dalle lodi di mia madre e ho seguito il suo consiglio. Da quel momento in poi, tenevo sempre con me un piccolo taccuino in cui facevo bozzetti. È stato il primo passo sulla strada per diventare una pittrice e una grafica.

Poi anni dopo, quando io ero una nuova madre me stessa, è stata mia madre di mandarmi il libro “Sotto il sole toscano” di Frances Mayes, per  festeggiare la festa della mamma. Lei sapeva che avevo una grande tenerezza per l’italia e voleva che io avessi qualcosa speciale da leggere, nei momenti tranquilli quando i miei bambini dormivano. Dopo aver finito il libro è nato in me il grande desiderio di ricominciare a studiare l’italiano! Grazie mamma! Da tuo regalo è venuto questa matta studentessa!

Sono molto fortunata di avere una donna come mia madre per un modello comportamentale. È molto coraggiosa, elegante, intelligente e creativa. Ti voglio bene, mamma e ti ringrazio per tutti i doni che mi ha dato, specialmente il regalo di vita e amore.

Ecco una canzone per festeggiare la festa della mamma! Il cuore della mamma (C.de Carolis)

Tic tac, tic tac, tic tac, fa il cuore della mamma.
Tick tock, tick tock, tick tock, goes the heart of mommy

Tic tac, tic tac, tic tac, è un suono di campane.
Tick tock, tick tock, tick tock, is the sound of the little bell

Non si consuma mai, è un fiume senza età e pensa solo a dar felicità.
It never grows tired, it is a river without age and thinks only of giving happiness

Il cuore della mamma, quando tardo a ritornare, fa più forte tic e tac, tic tac.
the heart of mommy, when it is late, it goes even stronger tick and tock, tick and tock

Il cuore della mamma quando piango mi consola e mi stringe nel suo tic e tac.
The heart of mommy when I cry it consoles me and hold me tight in its tick and tock

Il cuore della mamma è un orologio senza ore perché grande è il suo amore senza tempo ne’ età.
The heart of mommy is a clock with out hours because it is too big and love is without time or age
Tic tac, tic tac, tic tac, fa il cuore della mamma.
Tick tock, tick tock, tick tock, goes the heart of a mommy

Tic tac, tic tac, tic tac, è un suono di campane.
Tick tock, tick tock, tick tock, is the sound of the little bell

Non si consuma mai, è un fiume senza età e pensa solo a dar felicità
It never grows tired, it is a river without age and thinks only of giving happiness

Ecco la ricetta per torta Piemontese all nocciole per la mamma!

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L’altro ieri ho fatto un post su Audrey Hepburn. Sembrava giusto di seguirlo con un nuovo post che trattasse della collezione dei fumetti italiani, in cui il personaggio principale è una criminologa sosia di Audrey. Non sapevo nulla di questi fumetti, prima che la mia amica Ella, che abita a Urbino, me li facesse conoscere. Lei è un fan di Dylan Dog, ma recentemente preferisci anche leggere le avventure di Julia. Mi sono incuriosita per questo personaggio, che assomiglia a Audrey e volevo leggere questi giornali a fumetti. Dunque nella mia mania tipica …umm, volevo dire “maniera” tipica, li ho trovati on-line e li ho ordinati. (Mi sono detta che vale la pena spendere un po’ di soldi per i fumetti italiani, dopotutto è il minimo che io posso fare in nome della ricerca per un reportage per i miei lettori!) In questo momento sto leggendo “Gli occhi dell’abisso” e devo dirvi che lo trovo molto divertente.

Julia Kendall è una nuova eroina moderna, che insegna criminologia all’universtià e aiuta come consulente, la procura e gli agenti della polizia locale. Lei abita a Garden City in New Jersey, non lontano da New York. (Immagino che Garden City , per gli Italiani, sia un posto affascinante, però io sono qui per dirgli che veramente non lo è!) Le storie di Julia sono come film “noir”. Sono meno macabre e fantastiche di quelle di Dylan Dog, però sono anche ricche d’inquietudine e tensione. Le scene sono realistiche con un po’ di violenza grafica, quasi come un documentario che non finisce felicemente, e neanche per sogno, fatti per i deboli del cuore. Però il tono è ironico e sofisticato e i personaggio sono simpatici e le illustrazioni grandi.

Giancarlo Berardi, il creatore di Julia, scrive questi fumetti da 1998. Ha confessato di usare l’immagine di Audrey perché si è ricordato dei suoi primi amori infantili (e nessuno dimentica il primo amore, vero!) In un’intervista con Paola Mordiglia per Narcomafie (December 2000) Bernardi le ha raccontato: “di quanto sia importante, per chi scrive con voce di donna, coltivare la propria parte femminile, che oggi lui identifica con la fantasia creativa. Mi dice, prima di congedarmi, che questa creatura che gli fa compagnia, comincia a diventargli indispensabile. Quando gli chiedo se anche lui sia innamorato di Julia risponde con un sospiro: perdutamente.”

Usare le immagine di Audrey Hepburn, Berardi fa un ponte tra cinema e fumetti. La carattere della sua eroina è intelligente, indipendente, elegante e fragile, come la nostra vera Audrey. Il personaggio di Julia non si presenta come una dea del sesso o un proponente di arti marziali. Non infatti, la sua forza viene dalla sua abilità di capire bene le altre e per risolvere i misteri mettendo insieme piccoli dettagli del delitto che gli altri individui non vedono. Però secondo Berardi, scrivere da punta da vista di una donna, non è mai senza problemi. “Per un uomo, compenetrarsi nella psicologia di una donna è come scandagliare un mistero affascinante e terribile; entrare in un mondo alieno e imparare a interpretarne il linguaggio”.

Ma dai Signor Berardi! Noi donne siamo tutte guidiziose e di buon senso! Che cosa c’è da non capire o amare! Alieni! Figurati!

Dal articlo di afNews: Domenica 28/9/2008 una descrizione del personaggio di Julia:

Con la stessa forza d’animo con cui ha superato le difficoltà della vita (ha perso i genitori in tenera età, ha una sorella fotomodella spesso alle prese con la droga, e una nonna anziana ricoverata in un ospizio), Julia affronta il suo lavoro, e i criminali, se non col sorriso sulle labbra, certo con un senso di rabbia verso quanto di brutto la società le pone davanti. Ama suonare il pianoforte, detesta le armi (meglio quando occorre la sua borsetta con dentro un portacenere d’alabastro da scagliare contro i nemici), rifiuta la violenza e preferisce incalzare i banditi con la logica dei suoi ragionamenti, perché crede più nell’efficacia delle parole che nei colpi di pistola. Nelle oltre 120 indagini in cui è stata coinvolta (alla collana mensile vanno aggiunti gli almanacchi e gli speciali), Julia è venuta in contatto con tutto il male del mondo: banditi da strapazzo, mariti gelosi, affaristi e truffatori, poveri scippatori e ricchi malvagi e spietati che i vari disegnatori hanno raffigurato con realismo. Insomma si può dire che la serie di Julia, depurata della parte fantastica, è un preciso ritratto della realtà odierna. Anche se è sempre indaffarata, Julia ha una piccola vita privata: è single, ma non disdegna il corteggiamento, che può essere quello disinteressato di Leo, un investigatore privato che ogni tanto l’aiuta, o quello più convincente di Webb, un tenente quarantenne che segretamente l’ama, ma timido e titubante. A casa l’aspettano Emily, governante nera che sembra uscita da Via col vento, e Toni, una gattona dispettosa e giocherellona che svolge le funzioni di un antidepressivo. Julia infine ha un pessimo rapporto con la tecnologia: detesta i cellulari e si ostina a non cambiare la sua vecchia auto, che ogni tanto la lascia per strada. Ma, al di là di questo, è una donna moderna, perfettamente inserita nella società e amata da tutti, soprattutto dai lettori. Carlo Scaringi]


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