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Archive for 6 maggio 2010

L’altro ieri ho fatto un post su Audrey Hepburn. Sembrava giusto di seguirlo con un nuovo post che trattasse della collezione dei fumetti italiani, in cui il personaggio principale è una criminologa sosia di Audrey. Non sapevo nulla di questi fumetti, prima che la mia amica Ella, che abita a Urbino, me li facesse conoscere. Lei è un fan di Dylan Dog, ma recentemente preferisci anche leggere le avventure di Julia. Mi sono incuriosita per questo personaggio, che assomiglia a Audrey e volevo leggere questi giornali a fumetti. Dunque nella mia mania tipica …umm, volevo dire “maniera” tipica, li ho trovati on-line e li ho ordinati. (Mi sono detta che vale la pena spendere un po’ di soldi per i fumetti italiani, dopotutto è il minimo che io posso fare in nome della ricerca per un reportage per i miei lettori!) In questo momento sto leggendo “Gli occhi dell’abisso” e devo dirvi che lo trovo molto divertente.

Julia Kendall è una nuova eroina moderna, che insegna criminologia all’universtià e aiuta come consulente, la procura e gli agenti della polizia locale. Lei abita a Garden City in New Jersey, non lontano da New York. (Immagino che Garden City , per gli Italiani, sia un posto affascinante, però io sono qui per dirgli che veramente non lo è!) Le storie di Julia sono come film “noir”. Sono meno macabre e fantastiche di quelle di Dylan Dog, però sono anche ricche d’inquietudine e tensione. Le scene sono realistiche con un po’ di violenza grafica, quasi come un documentario che non finisce felicemente, e neanche per sogno, fatti per i deboli del cuore. Però il tono è ironico e sofisticato e i personaggio sono simpatici e le illustrazioni grandi.

Giancarlo Berardi, il creatore di Julia, scrive questi fumetti da 1998. Ha confessato di usare l’immagine di Audrey perché si è ricordato dei suoi primi amori infantili (e nessuno dimentica il primo amore, vero!) In un’intervista con Paola Mordiglia per Narcomafie (December 2000) Bernardi le ha raccontato: “di quanto sia importante, per chi scrive con voce di donna, coltivare la propria parte femminile, che oggi lui identifica con la fantasia creativa. Mi dice, prima di congedarmi, che questa creatura che gli fa compagnia, comincia a diventargli indispensabile. Quando gli chiedo se anche lui sia innamorato di Julia risponde con un sospiro: perdutamente.”

Usare le immagine di Audrey Hepburn, Berardi fa un ponte tra cinema e fumetti. La carattere della sua eroina è intelligente, indipendente, elegante e fragile, come la nostra vera Audrey. Il personaggio di Julia non si presenta come una dea del sesso o un proponente di arti marziali. Non infatti, la sua forza viene dalla sua abilità di capire bene le altre e per risolvere i misteri mettendo insieme piccoli dettagli del delitto che gli altri individui non vedono. Però secondo Berardi, scrivere da punta da vista di una donna, non è mai senza problemi. “Per un uomo, compenetrarsi nella psicologia di una donna è come scandagliare un mistero affascinante e terribile; entrare in un mondo alieno e imparare a interpretarne il linguaggio”.

Ma dai Signor Berardi! Noi donne siamo tutte guidiziose e di buon senso! Che cosa c’è da non capire o amare! Alieni! Figurati!

Dal articlo di afNews: Domenica 28/9/2008 una descrizione del personaggio di Julia:

Con la stessa forza d’animo con cui ha superato le difficoltà della vita (ha perso i genitori in tenera età, ha una sorella fotomodella spesso alle prese con la droga, e una nonna anziana ricoverata in un ospizio), Julia affronta il suo lavoro, e i criminali, se non col sorriso sulle labbra, certo con un senso di rabbia verso quanto di brutto la società le pone davanti. Ama suonare il pianoforte, detesta le armi (meglio quando occorre la sua borsetta con dentro un portacenere d’alabastro da scagliare contro i nemici), rifiuta la violenza e preferisce incalzare i banditi con la logica dei suoi ragionamenti, perché crede più nell’efficacia delle parole che nei colpi di pistola. Nelle oltre 120 indagini in cui è stata coinvolta (alla collana mensile vanno aggiunti gli almanacchi e gli speciali), Julia è venuta in contatto con tutto il male del mondo: banditi da strapazzo, mariti gelosi, affaristi e truffatori, poveri scippatori e ricchi malvagi e spietati che i vari disegnatori hanno raffigurato con realismo. Insomma si può dire che la serie di Julia, depurata della parte fantastica, è un preciso ritratto della realtà odierna. Anche se è sempre indaffarata, Julia ha una piccola vita privata: è single, ma non disdegna il corteggiamento, che può essere quello disinteressato di Leo, un investigatore privato che ogni tanto l’aiuta, o quello più convincente di Webb, un tenente quarantenne che segretamente l’ama, ma timido e titubante. A casa l’aspettano Emily, governante nera che sembra uscita da Via col vento, e Toni, una gattona dispettosa e giocherellona che svolge le funzioni di un antidepressivo. Julia infine ha un pessimo rapporto con la tecnologia: detesta i cellulari e si ostina a non cambiare la sua vecchia auto, che ogni tanto la lascia per strada. Ma, al di là di questo, è una donna moderna, perfettamente inserita nella società e amata da tutti, soprattutto dai lettori. Carlo Scaringi]


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