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Archive for 16 aprile 2010

Ogni giorno sembra che siamo in un nuovo stato d’emergency. Quando si leggono i giornali c’è sempre una nuova crisi che gareggia per la nostra attenzione. Recentemente in Cina c’è stata un terremoto disastroso che ha ucciso tantissime persone. In Islanda c’è stata l’eruzione del vulcano e la nuvola conseguente di polvere che ora galleggia sopra l’Europa, vuotando il cielo degli aeroplani e bloccando i viaggiatori. In Polonia c’è stato l’incidente aereo che ha ucciso il presidente polacco, sua moglie e tanti altri dignitari.

In Italia c’è anche una nuova polemica che tratta dell’agenzia Emergency di Gino Strada, l’organizzazione umanitaria fondata per offrire assistenza medica alle persone civile nel medio oriente. Emergency è stata fondata nel 1996 da Strada, un medico di Milano. Emergency gestisce moltissimi ospedali nel mondo e otto in Afghanistan tra cui quello di Lashgar Gah. In tanti casi i centri medici sono situati molto vicino alla prima linea e nelle zone di guerra. In questi compound arrivano casi disperati e i medici lavorano intensamente e sono pronti a sacrificare la propria vita per aiutare gli altri.

Alcuni giorni fa, tre operatori di Emergency sono stati arrestati in Afganistan per essere coinvolti in un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. (Vedi l’articolo sulla Repubblica) In una perquisizione improvvisa all’ospedale a Lashkar Gah sono state trovate armi e i tre medici italiani di Emergency sono stati accusati di lavorare con i Talebani. Gli arrestati sono l’infermiere Matteo Dell’Aira, il chirurgo d’urgenza Marco Garatti, e il tecnico della logistica Matteo Pagani. I tre sono anche accusati di avere assassinato l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, Adjmal Nashkbandi tre anni fa quando sono stati rapiti dai talebani, nonostante nessuno di loro fosse in Afgahanistan in quel tempo. Questa sembra un’incriminazione assurda perchè è stata l’organizzazione di Strada a battersi per la liberazione di Mastrogiacomo e degli altri ostaggi.

Adesso i tre sono in detenzione e l’ambasciatore italiano a Kabul dice che sono in buone condizioni, e che i diritti dei fermati saranno tutelati, però siamo ancora in attesa di più notizie e i familiari sono amareggiati dal silenzio dello stato.

Chissà che è successo nell’ospedale di Laskhar Ga. Non abbiamo abbastanza informazioni per suggerire una pista. In questa zona così turbolenta, è possibile che uno di loro sia stato minacciato dai talebani o forse l’organizzazione di Emergency è trattata così per screditarla per toglierla dalla zona. Dobbiamo aspettare ancora di più, per sapere quello che accadra’ ai tre medici di Lashkar Gah e per determinare lo stato d’Emergency in Afgahnistan.

Ecco un intervista di Gino Strada:

Ecco il vocabolario per capire meglio l’articolo: Gli afgani: “i tre italiani hanno confessato”.


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